È dalla filosofia antica che prende avvio 4 Metà, in particolare da quella di Platone. L’intera trama verte infatti sulla ricerca da parte sia delle donne sia degli uomini della propria metà, complementare, simile, opposta o identica essa sia, ma pur sempre che li completi. Questo è l’oggetto del mito degli ermafroditi, del Simposio di Platone ed è l’acceleratore sul quale preme il piede Alessio Maria Federici, il regista. Sono quattro i protagonisti sui quali concentriamo la nostra attenzione e che se seguiamo nelle loro emozioni, vicissitudini, tira e molla. Il tutto viene narrato dalle voci degli amici-spalla che li presentano durante un pranzo a casa loro, che usano le loro storie e i loro aneddoti per dimostrare una teoria. Per Luca infatti non esiste LA metà perfetta e speculare di noi stessi, quanto piuttosto delle metà. I quattro protagonisti con il loro perenne rincorrersi, incontrarsi, per poi di nuovo allontanarsi, perdersi ma allo stesso tempo rimanere sempre vicini, lo dimostreranno.
4 Metà e il legame con Platone, il Simposio e l’Eros
Il mito degli ermafroditi è tratto dal Simposio di Platone. Questo dialogo si svolge durante un sontuoso e ricco banchetto offerto dal poeta tragico Agatone e ognuno degli inviatati e ci si interroga sulla nascita del dio ἔρως (Eros). I commensali riuniti in occasione delle Dionisie, sono poeti illustri, filosofi, Socrate, medici, retori e giovani amanti. Ogni invitato narra la sua versione del mito della nascita del dio ἔρως. Tra i commensali, Aristofane racconta la sua versione della nascita di ἔρως e la immagina proprio come se gli esseri umani, agli albori dell’umanità fossero stati ermafroditi. In quel tempo quindi, gli esseri umani erano completi, sereni e spensierati, non esistevano differenze di genere, tra donna e uomo.
Ma proprio la serenità fu la scintilla che fece arrabbiare Zeus, che invidioso si adirò e decise di dividere a metà per sempre gli esseri umani. È così che nacque la distinzione donna uomo ed è da quel giorno, che secondo il mito, donne e uomini cercano per il mondo quella perfetta metà che combaci con loro e che li faccia tornare completi e sereni come nei tempi primordiali. In 4 Metà la ricerca dell’anima gemella sembra essere una esperienza aperta a qualsiasi casualità, imprevisto e possibilità. Il romanticismo che direziona la trama non scava nei personaggi e nella loro identità, che invece rimangono un po’ piatti (nonostante la bella armonia del cast) e quindi non trasmettono troppa passionalità e coinvolgimento se non a parole.
Le 4 metà: personalità dei protagonisti e ritmo narrativo
Tra una pubblicità e l’altra, delle quali le scene sono intrise, i protagonisti di 4 Metà iniziano a conoscersi, scambiarsi messaggi, chiamate, opinioni fino a uscire insieme. Nonostante ciò i loro caratteri non vengono mostrati attraverso i comportamenti, quanto piuttosto vengono descritti a parole nella scena iniziale (prima della fantomatica cena che li farà conoscere). Le personalità sono quelle che richiamano i cliché di come la società vede lo stereotipo donna e lo stereotipo uomo, come se non ci fossero sfumature o personalizzazioni. Per le donne, entrambe intelligenti e dedite al lavoro, ci sono Giulia (Matilde Gioli), determinata e a tratti arrogante, cinica e indipendente e Chiara (Ilenia Pastorelli) invece opposta, romantica, dolce cerca l’amore duraturo e l’uomo affidabile. Gli uomini sembrano invece più anonimi e volubili, e abbiamo Dario (Giuseppe Maggio), avocato donnaiolo, un po’ superficialotto, che inizialmente cercherà di sedurre Giulia, e Matteo (Matteo Martari), che lavora in una casa editrice, più delicato e apparentemente sensibile. Mentre Luca e Sara, gli amici che li presentano e che insomma sono gli artefici dei loro intricati intrecci, li percepiamo solo come delle spalle. Non vengono quasi mai citati, né li vediamo molto spesso nonostante siano loro ad averli presentato i protagonisti e a narrare le loro vicende.
Tutte le scene della pellicola però ci ricordano la sua natura, nel bene e nel male: il romanticismo, l’amore, il friccicorio dei primi appuntamenti e quanto ci si possa sentire ingenui e impacciati quando si è innamorati. Vediamo infatti come anche le personalità, in apparenza più sicure determinate a volte si lasciano trasportare dai sentimenti e dagli eventi, così come vengono. Proprio questo lasciarsi trasportare, questo senso di cambiamento scandiscono il ritmo di 4 Metà, che è un continuo scambio tra diverse possibilità. Personalmente non lo trovo riuscitissimo: non solo è già visto, ma molto spesso non si capisce in modo chiaro in quale contesto siamo. Insomma la narrazione risulta un po’ confusa. Un possibile escamotage sarebbe potuto essere quello di scegliere un luogo-chiarificatore, che aiutasse ci aiutasse a carpire meglio questi switch.
Le nostre conclusioni su 4 Metà
Talvolta non bisogna stare troppo a pensare a come, quando e perché agire, ma bisogna agire e basta perché altrimenti si rimane fermi immobili, legati alla staticità della vita e della quotidianità. Ma questo non significa però non pensare nemmeno un secondo! Ci sono infatti alcuni eventi che ci pongono davanti a decisioni importanti, significative e determinanti per la nostra esistenza. In queste è sano prendersi del tempo per riflettere e i quattro personaggi della pellicola in questione sembrano invece agire di pancia. È una l’immagine parlante di 4 Metà: l’arrivo di una gravidanza. Senza entrare troppo nei dettagli e cercando di lasciarvi qualche curiosità, vi dico solo che il film dovrebbe far ragionare sulle possibili scelte che vengono prese ogni giorno e di come abbiano un’incidenza sulle nostre vite. Tuttavia, la pellicola non sembra interrogarsi più di tanto a riguardo: il momento nelle scene viene mostrato un po’ come un evento naturale nella vita di una coppia. Come i protagonisti ricalcano degli stereotipi, non si discosta anche la trama da questo.
Sembra che la felicità di una coppia e l’amore siano suggellati e identificati necessariamente nella nascita di un figlio o in un matrimonio. Non sembra però sia questa la direzione in cui stiamo andando, avrei forse virato più sull’attualità dell’amore pur rispettando il mito della ricerca di ἔρως. Mi sento quindi di chiudere dicendo che ovviamente la pellicola ha una natura allegra, leggera, ma ciò non significa che non affronti, anche indirettamente e senza pretese, argomenti importanti quali l’amore, gli obiettivi lavorativi, l’amicizia e la vita familiare. Apprezzo la spensieratezza della vita e il modo in cui 4 Metà affronti il tema, ma forse è arrivato il momento di iniziare a far entrare anche una certa profondità in questo tipo di film, perché la realtà che lo richiede. Perché non iniziare proprio con il nuovo anno? Vi lascio trailer del film qui e se volete sapere news, leggere approfondimenti e recensioni sul mondo del cinema e delle serie TV, seguite il Canale Telegram e la Sito Ufficiale di Kaleidoverse.
Diamo un 6.5 di incoraggiamento alla nuova commedia di Netflix 4 Metà. Conoscenze, intrecci, tira e molla, quattro metà è la storia delle vite di quattro ragazzi che si conoscono a un pranzo da amici. Tutto prende ispirazione da un tema filosofico: esiste la metà per ognuno di noi, o possono essere più di una? Tra filosofia platonica e stereotipi di genere, il film tocca importanti tematiche, senza però scavarle affondo. Una visione leggera e piacevole, a tratti confusa e confusionaria.