Siamo arrivati al finale di stagione della nuova serie Disney+ di Dan Fogelman (This is Us). Nelle prossime righe leggerete la recensione di Paradise, di cosa ci ha convinto e cosa no. Molte risposte sono state date ma, tante altre, vedranno la luce nella seconda stagione, soprattutto quelle che riguardano determinati personaggi.
Ricordiamo che in questo prodotto sono presenti attori del calibro di Sterling K. Brown (This is Us), James Marsden (Sonic) e Julianne Nicholson (Janet Planet) i quali hanno dato prova delle loro grandi abilità. Il cast non è limitato solo a questi tre nomi ma vede anche un’ottima Nicole Brydon Bloom (1BR – Benvenuti nell’incubo 2019) e un preparatissimo Charlie Evans (Il mondo dietro di te).
Paradise, la trama
I più potenti d’America, insieme al presidente Cal Bredford, conoscono un terribile segreto che riguarda l’intera umanità. Una catastrofe sta per colpire il pianeta e nessuno potrà salvarsi a meno che non si trovi una soluzione estrema. È così che nasce la cittadina sotterranea di Paradise che però potrà ospitare solo 25 mila persone. Il processo di selezione è deciso dai potenti e bisogna solo sperare di essere fra quei pochi fortunati.
La vicenda che fa partire tutto è proprio l’omicidio del presidente, cosa che è alquanto inaspettata. La tranquillità a Paradise è solo apparente e ognuno dei suoi cittadini indossa una maschera. Proprio qui entra in scena Xavier Colins, agente che trova il corpo di Cal e che inizia la sua personale indagine. Tutto ciò accade sotto l’occhio vigile di Sinatra, la donna che sta dietro a tutto e che controlla anche il più insignificante filo d’erba. Benvenuti a Paradise, dove tutto ciò che vedrete nasconde un mistero.
Pronti a mettere piede a Paradise? State attenti, nulla è come sembra.
Una sceneggiatura solida
La narrazione è la vera forza della serie con un’ottima scrittura dei personaggi e delle loro evoluzioni. Tutto ciò che viene menzionato non è fatto a caso, bensì perché a tutto vi è una risposta. La sceneggiatura è veramente molto solida e lineare senza buchi e, soprattutto, capace di coinvolgere chiunque guardi il prodotto. Dan Fogelman è una garanzia quando si tratta di sentimenti da mostrare a video e questa volta ci ha aggiunto anche la parte thriller. Ottimo lavoro!
Nell’ultimo episodio, si scopre chi ha ucciso Cal Bredford e, soprattutto, si scoprono le motivazioni. Il racconto che mostra la trasformazione del personaggio coinvolto parte dalla costruzione di Paradise di 12 anni prima e termina all’interno della cupola. Un modus operandi utilizzato per narrare le vicende di qualsiasi personaggio. La forza di questa serie è saper creare interesse per le storie di qualsiasi individuo.
Una lontana ispirazione
L’idea che sta alla base della serie è veramente molto interessante: una catastrofe ambientale che spinge il presidente degli Stati Uniti a prendere delle decisioni molto importanti. Purtroppo, i ricchi sono i più potenti al mondo e, di conseguenza, decidono loro il destino dell’umanità. In questo modo nasce Paradise, un’apparentemente tranquilla cittadina.
Durante tutto il corso della serie tv vi verranno in mente dei collegamenti con dei prodotti ben più noti come il videogioco Fallout e il film The Truman Show. Non preoccupatevi, questo non significa che è un qualcosa di già visto e rivisto ma solo che ricorda determinate circostanze dei prodotti citati. Le scelte prese in questa serie sono del tutto differenti e anche la risoluzione dei problemi su un altro schema logico.
Prodotti ben più noti potrebbero aver ispirato la serie ma la tematica scelta è la vera chicca.
Alcune questioni in sospeso
L’intera serie ha avuto un ritmo medio-basso in ogni puntata con sprazzi di alta intensità in alcuni momenti. Sul finale di stagione, però, abbiamo notato una velocizzazione della narrazione. È quasi come se gli autori avessero voluto chiudere tutto il più velocemente possibile per poi passare alla prossima stagione. Il problema nasce quando non vengono più ripresi determinati argomenti. Speriamo che avranno delle risoluzioni prossimamente.
Una serie così attenta ai dettagli non dovrebbe perdersi alcuni pezzi per strada. Siamo stati abituati ad avere risposte a qualsiasi cosa e a vedere che ogni elemento non è inserito in scena casualmente. Forse, è proprio per questo motivo se abbiamo riscontrato qualche piccolo difetto sul finale. Siamo chiari, questo non rovina assolutamente la visione e non cambia minimamente il nostro giudizio più che positivo dell’intero prodotto.
Un futuro tracciato
Quello che Xavier fa nei minuti finali dell’ultimo episodio era abbastanza prevedibile ma ciò non vuol dire che non abbia fomentato ugualmente. L’ultimo fotogramma, e anche l’ultima frase pronunciata, preannunciano ciò che verrà mostrato all’interno della prossima stagione. Potremmo vedere, finalmente, le reali condizioni del pianeta e, soprattutto, l’organizzazione della “nuova civiltà”. Riuscirà Xavier a trovare sua moglie?
Il futuro non riguarderà solo ed esclusivamente l’esterno ma anche la stessa Paradise con un Jeremy Bradford destinato a seguire le ultime volontà del padre. I segreti della cittadina sembrano ancora molti e nuovi nemici pronti a farsi valere, bisogna che qualcuno metta a tacere i ricchi e ridia speranza all’umanità. Ricordatevi però che, a Paradise, non ci si può fidare di nessuno e molte maschere devono ancora cadere.
Xavier dall’esterno e Jeremy dall’interno, chi maschererà prima i potenti?
Grandi prove attoriali
Questo prodotto ha dimostrato che gli attori scelti per i vari ruoli hanno saputo mantenere le più alte aspettative. Sterling K. Brown è quello che risalta di più ed è anche quello che ha fatto, secondo noi, il miglior lavoro. Non c’era bisogno di questa serie per comprendere la sua bravura ma è stata una grandissima conferma. I due attori in suo supporto, Marsden e la Nicholson, sono stati in grado di tenere lo stesso livello regalandoci due personaggi veramente memorabili.
Ci sono state anche tante sorprese come Charlie Evans nei panni del figlio di Cal Bredford, un ottimo personaggio cresciuto tantissimo nella seconda metà della serie. Uno dei momenti più scioccanti riguarda l’agente interpretata da Nicole Brydon Bloom, Jane Driscoll. L’attrice americana ha saputo regalare una performance coi fiocchi facendo risaltare tutta la glacialità e la pazzia dell’insospettabile agente.
Le nostre conclusioni su Paradise
In generale, abbiamo adorato Paradise. Pensiamo che sia un grandissimo prodotto e un ottimo thriller politico. I temi trattati e il modo di trattarli sono stati due elementi fondamentali che ci hanno tenuti incollati alla serie dal primo minuto di scena. Dopo l’ultima puntata non vediamo l’ora della seconda stagione per seguire Xavier nelle sue avventure e, noi di Kaleidoverse, saremo sicuramente qui a recensirle!
Siamo estremamente curiosi di sapere la vostra opinione in merito alla serie e potete lasciare un commento qui su Kaleidoverse oppure su Instagram. Vi ricordiamo che sul nostro sito troverete tanti contenuti a tema cinema, serie tv, anime e tanto altro. Se avete finito Paradise e volete guardare altro, vi consigliamo, per decidere, di dare un’occhiata alle nostre ultime recensioni: quella su A Thousand Blows, su La Dolce Villa e sulla nuova serie con Robert De Niro Zero Day. Alla prossima recensione!
Pro:
Tematica importante
Trama molto coinvolgente
Contro:
Finale frettoloso
Risposte mancanti ad alcuni quesiti