Il 19 febbraio uscirà una nuovissima miniserie tutta italiana su Netflix, Storia della Mia Famiglia. Noi di Kaleidoverse, abbiamo avuto l’opportunità di vederla in anteprima e, successivamente, troverete la nostra recensione di Storia della Mia Famiglia. Il nuovo dramedy prodotto da Palomar promette di emozionare e divertire allo stesso tempo, aggiungendo un pizzico di riflessione personale.
Il trailer rilasciato dal gigante dello streaming il 14 febbraio, ci ha incuriositi fin da subito. Dal video si percepisce un’atmosfera malinconica ma allo stesso tempo giocosa e piena di vita. Questo potrebbe essere il giusto mix per permettere all’Italia di farsi notare, ancora una volta, con una serie tv in questo inizio di 2025. Il prodotto è stato ideato e scritto da Filippo Gravino e diretta da Claudio Cupellini, i quali hanno già collaborato in passato in film come La terra dei figli e Alaska.
Storia della mia famiglia: la trama
La storia parla di Fausto, un uomo e un padre malato terminale che decide di creare e preparare una famiglia sulla quale i suoi due figli potranno contare una volta che non ci sarà più. I “fantastici quattro” che designa fanno già parte della sua vita, essi, infatti, sono la madre Lucia, il fratello Valerio e i due amici di sempre Maria e Demetrio. Il nuovo nido dovrà prepararsi al meglio per questa nuova fase della loro vita ma, prima, dovranno risolvere alcuni risentimenti che hanno radici molto profonde.
La rosa del cast è tutt’altro che banale, tanto è vero che troviamo Eduardo Scarpetta (L’amica geniale), Cristiana Dell’Anna (Gomorra – La serie), Vanessa Scalera (Qui non è Hollywood), Massimiliano Caiazzo (Mare fuori) e Antonio Gargiulo (Il re). Oltre questi attori eccezionali appena elencati abbiamo anche la partecipazione di Gaia Weiss e Filippo Gili. Durante le 6 puntate, questi artisti, ci faranno conoscere i loro personaggi fino a farci affezionare ad ognuno di loro.
L’importanza del concetto di famiglia
La centralità del significato di famiglia sta alla base di tutta la serie e lo stesso Fausto cerca di farlo capire attraverso messaggi per i suoi prescelti. La famiglia non è per forza quella di sangue ma anche, e soprattutto, quella formata dalle persone che fanno di tutto per essere presenti e migliorare la vita di un individuo. Le famiglie, però, non sono tutte rose e fiori e questo prodotto ce lo mostra alla perfezione.
Gli attriti che i vari componenti del nuovo nucleo famigliare devono essere risolti per poter adempiere al compito di assistere i due bambini. Questi errori commessi in passato segnano i loro comportamenti presenti e in qualche modo devono affrontarli, che lo vogliano o meno. L’evoluzione dei personaggi passa proprio da questi aspetti, una famiglia che si unisce aiutandosi a venire a capo con queste difficoltà.
La famiglia è importantissima ma, altrettanto importante, è aiutare ogni componente a risolvere qualsiasi problematica.
Lo stile dell’opera
La scelta dello sceneggiatore è stata quella di impostare un ritmo abbastanza veloce, dovuto anche al fatto di avere pochi episodi a disposizione. La velocità, però, non rovina minimante la visione ma fa comprendere alla perfezione come, una situazione del genere, possa travolgere e stravolgere in pochissimo tempo i diretti interessati. Le varie puntate fungono da focus sui diversi personaggi; questo sistema funziona benissimo, anche se, a detta nostra, manca un episodio di uno specifico personaggio.
La regia, invece, non è nulla di eccezionale. Il lavoro svolto dietro la macchina è lo stesso di tantissime produzioni italiane abbastanza mediocri. Se vi aspettate un’opera rivoluzionaria sotto quest’ottica cambiate immediatamente direzione di pensiero. Al contrario, tutt’altra storia per quanto riguarda la parte musicale; la colonna sonora è più che in armonia con la trama e le canzoni scelte danno quel tocco in più alla serie.
Un amore finito
La miniserie mette in scena anche un’altra vicenda molto importante: la fine di un amore e, di conseguenza, del matrimonio. Questo evento non è da sottovalutare minimamente anche perché è presente in ogni episodio senza essere messo in secondo piano. Purtroppo, le separazioni di questo tipo esistono e creano dinamiche abbastanza tossiche che colpiscono soprattutto i più piccoli seppur senza colpe.
L’esplorazione di questo rapporto che finisce passa anche dalla menzione di una malattia mentale che, però, non viene sviluppata più di tanto. La sceneggiatura fa un buon lavoro nel creare il giusto interesse che porta lo spettatore a voler approfondire la questione, quasi come se volesse conoscere ancora di più i due amanti in crisi. Le informazioni arrivano chiare e concise ma abbiamo avuto la sensazione che si potesse dire di più, come se mancasse un pezzo di racconto.
Preparatevi a forti emozioni
Durante tutte le puntate proverete un mix di emozioni che vi faranno passare dal piangere le lacrime più sincere ai sorrisi più genuini. Largo spazio alla commozione quando verranno trattati determinati temi abbastanza pesanti e di difficile comprensione. Essendo una dramedy c’è ampio spazio anche al divertimento con battute e momenti esilaranti presenti più spesso di quanto si pensi.
Fare ironia in una serie di questo tipo può risultare pesante e fuori luogo ma possiamo affermare, con abbastanza certezza, che non è così. I tempi comici sono giusti e l’alternarsi ai momenti di commozione fa sì che ci immedesimi in questi personaggi: la vita è esattamente così, un turbinio di emozioni. Se cercate un’opera che metta bene in scena le emozioni umane, Storia della mia famiglia è la serie da guardare in questo periodo!
Le emozioni sono il punto forte della serie, preparate i fazzoletti.
La bravura degli interpreti
Il mattatore della miniserie è Eduardo Scarpetta che ci regala un Fausto allegro e penetrante, si fa subito voler bene. Il risultato è quello di un personaggio che sembra essere una vecchia conoscenza alla quale siamo molto affezionati. Come con un vecchio amico, non sarete sempre d’accordo con le scelte che fa e, per questo motivo, risulta essere ancora più gradevole come personaggio. Il grande lavoro di Eduardo nel portare in scena questo tipo di interpretazione si vede e si fa apprezzare notevolmente. Potrebbe stupirci notevolmente nel futuro.
Anche gli altri attori se la cavano molto bene impersonando i vari componenti della famiglia in maniera ottimale. Vi affezionerete subito ai vari personaggi e farete il tifo per loro in ogni momento, il superamento di un determinato problema vi farà gioire sinceramente. Vogliamo sottolineare un’altra grande prestazione, quella di Cristiana Dell’Anna che interpreta Maria, l’amica del protagonista. Ogni interprete si è cucito addosso il proprio ruolo e ha fatto un grande lavoro!
Le nostre conclusioni su Storia della mia famiglia
In definitiva, abbiamo apprezzato questa serie e ve ne consigliamo altamente la visione appena sarà disponibile su Netflix. L’Italia ha bisogno di prodotti del genere e di interpretazioni tutt’altro che banali! Siamo molto contenti di aver vissuto, con tutte le nostre emozioni, l’avventura di questa famiglia. Sentiamo, però, la mancanza di alcuni dettagli che potrebbero risultare necessari per la completezza del prodotto.
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Pro:
tematiche di vita vera
ottima interpretazione degli attori
Contro:
mancanza di alcuni dettagli di uno specifico personaggio
il ritmo può sembrare troppo veloce e frenetico