Qualche giorno fa, precisamente il 23 ottobre, Prime ha rilasciato nella sua libreria un’altra pellicola: Mafia mamma, film intrepretato da Monica Bellucci, Toni Collette e tanti altri attori italiani famosi come Eduardo Scarpetta, nipote del celebre Eduardo De Filippo. Il lungometraggio è scritto e diretto da Catherine Hardwicke. Il genere della pellicola è comedy, ma ci sono anche spunti che fanno riflettere lo spettatore, come una moderna commedia Pirandelliana.
La cosa migliore del racconto, senza dubbio è l’insieme delle relazioni che si crea tra le protagoniste del film, contro la mafia e il sistema patriarcale. La famiglia mafiosa cercherà di dimenarsi tra i mille problemi per ottenere il potere sul territorio laziale e non: come in un moderno Il Padrino. E questo è anche il fil rouge della storia.
I temi che vengono tratti nella pellicola sono molto contemporanei: spaziano dall’amicizia alla mafia, il woman power, l’autodeterminazione e l’accettazione del sé. Seguiteci in questa recessione per approfondire meglio i dettagli e le tematiche del film Mafia Mamma. Catherine Hardwicke sa cogliere con una risata l’occasione per proporci una di quelle storie che non solo divertono, ma fanno anche riflettere sugli stereotipi stessi. Realizza una commedia, con un buon ritmo comico, ma con momenti anche trash un pochino come molte commedie americane.
La pellicola gioca anche molto sulla multietnicità del cast. Infatti gli stereotipi rendendoli motivo di risata, ma anche di riflessione. L’esempio più eclatante nella pellicola è l’utilizzo sia di attori italiani, sia americani per un film che parla dell’ Italia dal punto di vista “Americano”. Finalmente in questa pellicola gli italiani riescono ad ottenere una parte in un cast americano senza essere i personaggi italiani interpretati da altri attori americani, cosa che viene in molti film di questo livello.
Mamma mafia: la trama
Protagonista di Mafia Mamma è una tipica donna americana, Kristin. La donna è insicura e ha una vita monotona ma la sua vita viene stravolta dall’eredità del nonno, morto improvvisamente. Costretta a partire per gestire gli affari familiari, si ritroverà catapultata in una realtà fatta di sangue, arti mozzati e difficili e precari equilibri. Aiutata in quest’impresa dalla fidata consigliera dell’azienda del nonno, Bianca (Monica Bellucci), dovrà quindi imparare a dare ordini e ad essere una leader, riuscendo a superare in modo brillante ed esilarante le aspettative di tutti, comprese le sue e finalmente ad autodeterminarsi dagli uomini che fino in quel momento l’avevano sottomessa.
Girato principalmente a Roma, la commedia è un viaggio anche un po’ irrealistico in un’Italia raccontata con uno sguardo tipicamente americano, pieno di stereotipi. Allo stesso tempo, vengono rispettati i classici temi dei film sulla mafia, che però vengono stemperati attraverso un macabro umorismo e un linguaggio fortemente esplicito che, insieme alle scene di violenza e ai contenuti sessuali diventano Il punto di forza del film.
Kristin (Toni Collette) infatti è una donna di mezza età che si ritrova ad affrontare un periodo complicato su tutti i fronti della sua famiglia: suo figlio è appena partito per il college lasciandola con la sindrome del nido vuoto, scopre in flagrante il tradimento del marito. Neanche sul lavoro va benissimo, viene messa infatti da parte in favore di colleghi uomini o donne più giovani. Proprio in quel momento riceve una telefonata dall’Italia, sua terra d’origine: una misteriosa donna di nome Bianca (Monica Bellucci) la informa che il nonno di Kristin è appena morto, e che dunque lei deve recarsi subito in Italia per partecipare al funerale e prendersi cura degli affari di famiglia.
Convintasi a partire grazie alla sua migliore amica pregustando una vacanza a base di ottimo cibo e incontri focosi con uomini dal fascino mediterraneo, una volta giunta sul posto, invece, Kristin viene a sapere che i Balbano, la sua famiglia, sono in realtà un importante nome della mafia siciliana e che lei, in quanto erede più prossima, deve prendere il posto di suo nonno nella lotta contro il clan rivale i Romano. Così la protagonista si ritrova catapultata da una tranquilla esistenza nei sobborghi americani a capo di una famiglia criminale e, totalmente impreparata, dovrà affrontare una serie di imprese avventurose e pericolose, cercando allo stesso tempo di capire cosa vuole davvero da sé stessa e dalla sua vita.
Le nostre conclusioni su Mafia Mamma
In conclusione siamo davanti a una pellicola semplice, a volte banale, ma che ci lascia sempre un sorriso. Mafia Mamma la consideriamo come una sorta di “commedia che non ti aspetti”, senza definirla necessariamente la solita “commedia sulla mafia”. Si tratta soprattutto di un manifesto sull’emancipazione femminile, con annesso un’Italia vista dagli occhi esterni del mondo. La trama dunque rispetta e ripropone tutti gli stereotipi del caso, tra cui tagliatelle fatte in casa, gelati, canzoni italiane d’epoca, scorci pittoreschi del Belpaese; rendendo posti incredibilmente lontani vicini un battito di ciglia, e così via. È una storia che accumula sorprese, rivelazioni e tanta azione come sanno fare solo gli statunitensi, ma non riesce mai a sorprendere davvero, e quindi a coinvolgere e appassionare completamente lo spettatore.
Prima di lasciarvi alla visione del film – se non lo avete ancora visto -, o di rivederlo e commentarlo, vi ricordiamo e vi consigliamo di fare alcune cosette per noi e per voi. Kaleidoverse è una realtà editoriale autonoma fresh e composta da giovani per i giovani e gli appassionati di cultura pop: se ci volete sostenere basta seguirci sui nostri canali social (Facebook, Telegram e Instagram) per avere le ultime news e commentare insieme le ultime uscite e dove potete mettere un cuore alle nostre storie o post. Sul nostro sito potete recuperare diversi articoli tra cui Invitati per Forza Recensione: la riunione di famiglia che non ti aspetti e Piccoli brividi Recensione: un classico rivisitato. Ti aspettiamo a braccia aperte, Stay tuned!
Un film spiritoso, per passare un'ora e mezza in leggerezza, tra stereotipi italiani e americani con un cast da paura. In primis Monica Bellucci che fa da sexy patrona italiana. Un film che vuole farci sorridere, ma anche riflettere sul women's power, e sull'autodeterminazione femminile, in un mondo patriarcale. Un film adatto a tutta la famiglia, ma soprattutto alle spettatrici che hanno bisogno di un momento di spensieratezza. Nota dolente sono proprio gli stereotipi italiani pensati dagli americani che in questo film vengono divulgati rendendo tutti i personaggi delle macchiette, e dando una rappresentazione sbagliata della popolazione italiana, nota all'estero per il buon cibo e la mafia, e gli uomini passionali.