In arrivo l’8 Dicembre su Prime Video, The Bad Guy vede un Luigi Lo Cascio ritornare nei panni di un siciliano, impegnato nella lotta contro Cosa nostra. Nino Scotellaro, è un pubblico ministero che dedica la sua vita alla lotta contro la mafia e alla cattura di Mariano Suro. Improvvisamente viene accusato di essere lui stesso un mafioso, non avendo nulla da perdere decide di attuare un piano di vendetta. Questa serie Tv ci pone davanti il tema della “caduta dell’eroe”, portataci dalla riflessione di Nino a inizio della prima puntata. Un eroe che viene fatto diventare un anti-eroe, un cattivo. Una persona in cui in fondo ci si può immedesimare perché “prima” era come noi, anzi, meglio di noi.
I presupposti per uno sguardo critico e diverso a una tematica attuale e importante sembrano essere stati messi. Lo Cascio si avvicina e riduce quella distanza di 100 passi di più di 20 anni fa e da vittima diventa carnefice. Accompagnato da un cast eccezionale con Claudia Pandolfi, Vincenzo Pirrotta e Selene Caramazza, nei primi tre episodi ci mostra come tutto è iniziato. Dai suoi giorni da eroe alla sua rovinosa caduta fino all’opportunità di vendicarsi. E con questa recensione, senza spoiler, vogliamo parlare delle caratteristiche che possono far aggiungere The Bad Guy alla lista dei “da guardare” oppure da scartare.
Un anti-eroe che ancora vuole essere un eroe
Nino Scotellaro ce lo fa capire sin da subito: se sei un eroe, o ti uccidono, permettendo alle persone di idolatrarti, oppure ti mettono su un piedistallo e ti buttano giù. Ovviamente, più sei in alto, più la caduta è rovinosa. The Bad Guy ci mostra un’altra faccia della lotta contro la mafia, di certo con una fine molto diversa da quella di Peppino Impastato. Chi ha sempre combattuto per la giustizia, si ritrova a esserle contro e con un Machiavellico “il fine giustifica i mezzi” è subito vendetta. L’interpretazione di Lo Cascio è ancora una volta entusiasmante: i monologhi incalzanti contro la mafia, il sarcasmo e anche la malinconia che trasmette ci permettono di simpatizzare con il protagonista e di mettere poco in discussione le sue scelte.
Lo Cascio non è il solo a trasmetterci molte emozioni e a donarci un’interpretazione eccellente. Claudia Pandolfi ci ha fatto quasi piangere nei panni di Luvi, moglie di Nino, quando è convinta di aver perso anche lui, oltre che il padre, per colpa di Cosa nostra. Lo struggimento, i sensi di colpa, ma anche la sua forza e bravura da avvocato, la rendono ammirevole e umana. Caratteristiche che fanno di Luvi un personaggio particolarmente apprezzabile. Leonarda, la sorella di Nino, interpretata da Selene Caramazza ci dà una ventata di freschezza in quanto donna nei panni di un archetipo prettamente maschile. Forte, indipendente, le piacciono le moto e le donne. Uno schiaffo ai più conservatori, ma una scelta che dà un tocco quasi inaspettato e approvato. Inoltre, Leonarda sembra essere fatta per calzare a pennello a Selene Caramazza.
Le nostre conclusioni sui primi tre episodi di The Bad Guy
Le presentazioni dei personaggi non sono l’unica caratteristica che The Bad Guy prende in prestito da The Snatch. La contrapposizione tra ironia e crudeltà ci danno quel senso dell’umorismo cupo presente anche nel film di Guy Ritchie. Una mafia che prende un po’ delle caratteristiche da gangster americano e, per i primi episodi, non ha deluso. Chissà se i tre finali della stagione sapranno mantenersi in equilibrio sulla sottile linea che separa il black humor da un umorismo forzatamente macabro. Particolarmente interessanti le scelte delle inquadrature e del montaggio capaci di rendere le scene suggestive, e aiutano la trama a far attendere con anticipazione la scena dopo. Di certo non è una serie che permette di distrarsi anzi tiene sulle spine quel tanto da non volersi perdere nessun dettaglio.
Che dire? Come inizio ci possiamo togliere il cappello davanti a The Bad Guy. Ha saputo legare una trama, un po’ diversa dalle opere sulla mafia fatte finora, con temi “alti” e altri mondani, ma che fanno parte del quotidiano delle persone e le coinvolge. I primi tre episodi ci mostrano come l’ironia e l’umorismo possono essere al servizio di temi più seri dando un punto di vista critico più marcato e piccante. Presto sapremo se le nostre aspettative sulla fine della stagione saranno riconfermate oppure smentite. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie dal mondo del cinema, degli anime, dei manga, dei videogiochi e molto altro, unitevi al nostro canale Telegram e continuate a seguirci sui nostri canali social Instagram, Facebook e TikTok e seguiteci su Kaleidoverse e sul nostro canale YouTube.