Siamo giunti all’episodio 5 della serie più attesa dell’anno: Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. Anche questa settimana siamo qui per tirare un po’ le fila di una narrazione sempre più controversa. Bisogna ammettere che la quarta puntata della stagione aveva decisamente elevato l’asticella delle aspettative, sia per l’impeccabile qualità audiovisiva, sia per la trama nettamente più dinamica rispetto alle precedenti. Oggi ci troviamo di fronte ad un’altra pausa narrativa: l’azione ha nuovamente ceduto il passo alla descrizione.
Sembrerebbe eccessivo usare il termine pausa perché non si può dire che nel corso dell’episodio non ci siano state scoperte o punti di svolta. La costruzione della trama, però, lascia il pubblico un po’ a mani vuote. L’episodio, infatti, è molto incentrato sulla psicologia dei personaggi che si trovano davanti a scelte complesse. Vacilla qui quella determinazione che ha caratterizzato alcuni dei protagonisti fin ora, aprendo le porte a dubbi e tradimenti. Con la possibile presenza di qualche spoiler, ecco qualche riflessione sulla puntata.
Scelte e ripensamenti
Tornano a riprendere la scena i Pelopiedi, del tutto assenti nella puntata precedente. Il buffo popolo si trova nel bel mezzo della migrazione stagionale, in balìa dei pericoli della strada. La beniamina del pubblico, Nori, inizia a conoscere un po’ meglio il misterioso personaggio caduto con la cometa. I loro dialoghi aprono le porte a parecchie interpretazioni e preoccupa, soprattutto, la scoperta dei poteri sovrannaturali dell’essere. In particolare, c’è un dubbio che attanaglia la giovane ragazza riguardo la reale natura del suo nuovo amico. Le sue azioni sono particolarmente controverse: se, da un lato, riesce a salvare alcuni dei Pelopiedi da un attacco; dall’altro, si sospetta faccia uso della magia nera. È naturale che sorga il dubbio se l’averlo accolto nella carovana sia stata una mossa saggia.
Anche la bellissima regina reggente Míriel (Cynthia Addai-Robinson) si trova a dover prendere scelte difficili. Stavolta, però, senza l’aiuto di profezie o interventi divini. Nell’episodio precedente avevamo lasciato i Númenóreani decisi a schierarsi con gli elfi in partenza per la Terra di Mezzo. Alla luce degli eventi di quest’ultima puntata, si sono scoperte nuove sottotrame che forse non rendono la scelta della regina così ovvia. Númenor, in ogni caso, resta ancora lo sfondo con maggiore presenza sullo schermo dando più spazio a personaggi come Pharazôn e suo figlio Kemen e, soprattutto, Isildur ed Halbrand. La loro trama non viene presentata in modo particolarmente avvincente, ma dialoghi e azioni si focalizzano sul far conoscere particolari ancora nascosti del loro carattere. Meno presente, ma sempre di spicco, è il personaggio di Galadriel che ci regala probabilmente l’unica sequenza dinamica dell’intero episodio.
Amicizie e Tradimenti
Il personaggio migliore dell’episodio è senza dubbio il mezzelfo Elrond. Non che ci volesse molto a ottenere questo titolo, ma attraverso le sue azioni si guadagna sicuramente l’affetto del pubblico e di due popoli. Il tutto grazie a dialoghi racchiusi in poche scene. Trovandosi nel ruolo di pedina degli elfi, decide di schierarsi comunque dalla parte del suo amico fraterno Durin IV senza tradire il suo giuramento. Scelta rischiosa considerando che le conseguenze per la sua stessa vita sarebbero potute essere fatali. La sua storyline, però, è quella con i risvolti più interessanti che aprono le porte ai misteri dei nani e degli elfi.
Meno felice è la condizione della gente del sud che, ancora rinchiusa ad Ostirith è divisa tra chi vorrebbe sottomettersi e chi preferirebbe combattere contro il nemico. I nostri eroi, ovviamente, sono pronti a difendere onore e libertà ma non tutta la popolazione è d’accordo. Questa separazione, per citare il titolo della puntata, lascia un’atmosfera cupa che si accentua con il gesto di estrema crudeltà di Adar nei confronti degli umani, ma anche dei suoi stessi alleati orchi. La chiusura delle loro scene, sicuramente non lascia spazio a buoni presagi e non conforta nemmeno sapere che stanno arrivando gli aiuti dei Númenóreani.
Le nostre conclusioni su Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere Episodio 5
Nuova battuta d’arresto sulla trama, quindi, in questo episodio 5 de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. Si ritorna a costruire grandi aspettative un po’ come nei primi tre. Una sorta di crescendo incalzante che, a questo punto, dovrà sfociare verso un grande finale se vuole davvero ottenere un posto sicuro tra le serie più belle. Inutile sottolineare come gli aspetti tecnici della serie siano di una qualità raramente eguagliata: i giochi dei primi piani, in alcune sequenze, dimostrano una spiccata cura dei dettagli. Allo stesso modo, anche se in una puntata così lenta, i dialoghi tra i personaggi sono molto allusivi e contribuiscono, in qualche modo, ad incuriosire gli spettatori.
Si può dire che stiamo accompagnando, puntata dopo puntata, i nostri protagonisti verso un viaggio alla scoperta di loro stessi. La scrittura, anche se non particolarmente intrigante in alcuni punti, aiuta molto a legare il pubblico allo schermo, probabilmente perché è pianificato che la serie proceda per ulteriori stagioni. Sicuramente non si esce particolarmente soddisfatti dalla schermata di Prime Video dopo questo episodio, ma non è diminuita l’attesa per quello successivo. Nel frattempo, comunque, potete trovare tutte le novità su Cinema, Serie TV, Anime, Manga e Gaming su Kaleidoverse e sui nostri profili Instagram, Tik Tok e YouTube.