Parlare di una delle serie più complesse di sempre non è semplice, soprattutto se si tratta di un prodotto che a distanza di anni è ancora considerata una grandiosa opera in tutti sensi, scritta da Hideaki Anno che ha plasmato l’immaginario nipponico. Una storia semplice, dove si lotta contro le forze del male grazie anche all’aiuto di enormi robot, ma che dietro nasconde un infinità di significati e simboli che hanno fatto parte anche delle esperienze dello stesso autore il quale ha creato i suoi personaggi in base alle sue emozioni ed esperienze di vita. La serie Neon Genesis Evangelion è possibile trovarla su Netflix, mentre su Amazon Prime Video sono presenti i film usciti il 13 agosto 2021.
Una trama semplice per una storia assai complessa e ricca di significati
Evangelion è la storia di un giovane ragazzo di nome Shinji Ikari, e di come viene convocato da suo padre, il comandante della Nerv – un’organizzazione speciale creata per combattere gli Angeli –, per pilotare un Evangelion, un enorme essere umanoide dal quale prende il nome la serie. Evangelion è ambientato nel mondo all’indomani di un evento distruttivo noto come “Second Impact”. Gli Angeli, creature speciali benedette con il Frutto della Vita, il quale conferisce loro un potere infinito, hanno come unico obiettivo quello di vendicarsi degli umani, in quanto dotati del Frutto della Conoscenza. La guerra incessante e senza fine tra le due specie è ciò che forma la trama di base dell’anime.
La serie è stata interpretata come un’espressione profondamente personale delle lotte emotive di Hideaki Anno con la depressione. Durante la produzione si interessò alla malattia mentale e alla psicologia. Secondo lui, Rei è un personaggio schizofrenico e una rappresentazione dell’inconscio di Shinji, mentre quest’ultimo ha un complesso di Edipo. Allo stesso modo, Ritsuko ha un complesso di Electra, per cui ama Gendo, una sorta di sostituto della figura paterna. Anno stesso ha affermato di identificarsi molto con il protagonista sia in modo conscio che inconscio, mentre Rei è la parte più profonda di Anno e Kaworu la sua ombra. L’ingresso di Shinji nell’Unità-01 è stato interpretato come un ritorno all’utero freudiano e la sua lotta per liberarsi dall’Eva come il suo “rito di passaggio” all’età adulta. La serie contiene anche riferimenti a concetti filosofici e psicoanalitici, come lo stadio orale, l’introiezione, la personalità orale e la pulsione di morte, compresi elementi delle opere di Sigmund Freud, Arthur Schopenhauer, e Søren Kierkegaard.
Neon Genesis Evangelion e il simbolismo religioso
La serie rielabora le storie di Midrash, le immagini dello Zohar e altre idee cabalistiche sviluppate dal Libro della Genesi per creare una nuova mitologia specifica per la serie. Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia, affermò che i riferimenti religiosi avevano lo scopo di rendere la serie più interessante, negando l’esistenza di un significato religioso nello spettacolo. Secondo Anno, man mano che i simboli si mescolano tra loro, per la prima volta emerge qualcosa come un’interrelazione o un significato. La trama combina elementi di esoterismo e misticismo della Kabbalah ebraica, compresi gli Angeli, che hanno caratteristiche comuni e individuali con gli Angeli della tradizione religiosa, come Sachiel, Sandalphon e Ramiel.
Anche elementi della tradizione giudaico-cristiana sono presenti allo stesso modo in tutta la serie, inclusi i riferimenti ad Adamo, Lilith, Eva, la lancia di Longino, i Rotoli del Mar Morto il concetto cabalistico di Adam Kadmon e l’ Albero della vita. La fusione di tutte le anime umane in una sola attraverso il Progetto Strumentalità Umana alla fine della serie è stata paragonata al concetto cabalistico di tikkun olam. Gli Evangelion sono stati paragonati al Golem del folklore ebraico, e il loro design visivo ricorda le raffigurazioni tradizionali di oni: demoni o orchi giapponesi.
Le nostre conclusioni su Neon Genesis Evangelion
La serie di Neon Genesis Evangelion è un manga/anime molto complesso ma nella sua complessità rimane tutt’oggi una delle serie più viste. I personaggi della serie anch’essi, nonostante i loro problemi, sono affascinanti; ognuno cerca di superare le proprie difficoltà e paure in un mondo in guerra con gli angeli dove la vita non è di certo facile e nemmeno normale. Nonostante questo vogliamo spezzare una lancia a favore dei protagonisti in quanto, a differenza di molti altri che non hanno problemi gravi o meno, in Evengelion notiamo grandi differenze. In molti anime la maggior parte delle volte i personaggi sono senza spessore e vuoti; non in questo caso dove invece ognuno ha una problematica diversa da affrontare. La storia infatti tratta molte tematiche come l’importanza della salute mentale, i problemi derivanti dalla mancanza di supporto dei genitori e le conseguenze psicologiche del continuo isolamento in un modo accattivante e senza tempo. Basandosi molto sul simbolismo, sui significati più profondi dietro ogni cosa.
Neon Genesis Evangelion è un’opera d’arte classica che tutti dovrebbero sperimentare almeno una volta nella vita. Un vero capolavoro in tutti i sensi. L’ultimo film d’animazione, Evangelion: 3.0+1.01 Thrice Upon a Time è uscito nei cinema italiani il 12, 13 e 14 settembre 2022, distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Dynit. Questo film è il quarto del ciclo Shin Evangelion diretto da Hideaki Anno, dopo Evangelion: 1.0 You Are [Not] Alone, Evangelion: 2.0 You Can [Not] Advance ed Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, rispettivamente del 2007, 2009 e 2012. Noi come sempre vi invitiamo a continuare a seguirci tramite il nostro sito Kaleidoverse e i nostri canali social Telegram, Instagram e YouTube, per non perdervi nessuna novità sul mondo di Anime&Manga, serie TV, cinema, games e molto altro.