Sono passati 27 anni dall’uscita di un film d’animazione incentrato su dei giocattoli che prendono vita quando non sono visti. Toy Story ha effettivamente lasciato un segno nella storia del cinema, lanciando un nuovo studio d’animazione che aveva prima di allora solo prodotto qualche cortometraggio e facendolo diventare uno degli studi più interessanti da seguire. Altro merito dell’opera Pixar è quello di essere il primo film d’animazione completamente in CGI mai fatto. Una cosa normale questi giorni, in cui le pellicole in CGI sono anche più di quelle in tecnica tradizionale, ma un fatto senza precedenti ai tempi. Insomma, l’impatto culturale che Toy Story andò a creare era enorme, e lo è tuttora. Proprio in questi giorni, al cinema, sta per arrivare Lightyear – La vera storia di Buzz, un nuovo tassello nell’universo narrativo di quel film animato di 27 anni fa.
Lightyear, un film nel film
La premessa di Lightyear è decisamente semplice, quanto interessante. Nel mondo di Toy Story, all’uscita di un film di fantascienza, vennero lanciati dei giocattoli ispirati a quel film, e Buzz Lightyear è uno di questi. La pellicola che possiamo vedere in sala in questi giorni non è altro che quella che ha ispirato la linea di giocattoli nel mondo di Toy Story. Un film nel film, effettivamente, che va ad approfondire le origini del personaggio di Buzz, il suo background, e tutto ciò che ruota intorno allo space ranger creato dalla Pixar. Ovviamente, i collegamenti con l’opera del 95 finiscono qui, e con Lightyear abbiamo un film di fantascienza vero e proprio, senza altri collegamenti a quell’universo narrativo che non siano il suo personaggio principale.
Lightyear è un film di fantascienza a tutto tondo, che introduce un nuovo mondo e va a esporre una storia che non sfigurerebbe neanche se portata su schermo da attori in carne e ossa in un sci-fi ad alto budget. Esplorando lo spazio, un errore di Buzz blocca lui e la nave con cui viaggiavano su un pianeta sconosciuto. Lo space ranger dovrà trovare il modo di ripartire, permettendo a tutta la popolazione di scienziati e civili che trasportavano di completare il loro viaggio nello spazio. Ma non tutto andrà per il meglio, e il nostro protagonista si troverà in una situazione decisamente spinosa, che lo porterà a confrontare i propri errori e le sue mancanze per il bene della gente che sta aiutando.
Verso l’infinito…
Rimane chiaro che il tentativo di Pixar sia quello di portare una storia che possa funzionare anche senza il supporto fornito dal nome del franchise di Toy Story, o comunque utilizzandolo il meno possibile. Lightyear presenta una storia interessante, con ottimi spunti nella seconda parte del film, ma per certi versi fatica a spiccare il volo. Certo, questo non significa ovviamente che la pellicola risulti deludente, anzi. Semplicemente, rispetto ad alcune delle storie che ci ha portato lo studio d’animazione negli ultimi anni, forse questa potrebbe risultare più sottotono per certi versi. Sicuramente presenta toni decisamente più grandiosi rispetto agli ultimi lavori Pixar, come Luca e Red, ma per certi versi questo gioca leggermente a sfavore di Lightyear, dato che le aspettative vengono alzate rispetto a una storia con molto meno in gioco, e non tutti potrebbero essere soddisfatti del risultato.
Dal nostro canto ovviamente, la storia risulta decisamente funzionante, senza nessuno scivolone. Certo, chi si aspetta, come in altri film dello studio, qualcosa di più introspettivo, rimarrà a bocca asciutta. Ma chi è pronto semplicemente per vivere un’avventura nello spazio, con grandi elementi sci-fi, non rimarrà deluso. Lightyear è a tutti gli effetti un film di fantascienza prima di tutto, e sotto quel punto di vista, non c’è assolutamente da lamentarsi: il pianeta alieno su cui è ambientato, il design delle astronavi, e persino il design delle tute spaziali, sia quella classica del vecchio Buzz, sia quelle degli altri soldati sono decisamente accattivanti e non sfigurano se paragonate a qualsiasi franchise puramente di fantascienza. Insomma, sotto il punto di vista di costruzione del mondo, ancora una volta Pixar non delude, anche se il risultato finale potrebbe non essere per tutti.
E oltre la storia
Parlando del comparto tecnico del film, il risultato è impeccabile. Ormai rimane difficile trovare dei difetti di produzione nei lavori dello studio californiano. Le animazioni sono fluide e naturali, il livello grafico è davvero fantastico, le scene nello spazio risultano interessanti anche da un punto di vista puramente estetico. Ovviamente, il comparto grafico dei film Pixar è una delle punte di diamante del mondo dell’animazione, e questo progetto non è assolutamente da meno, dato che è difficile trovare anche solo un difetto dal punto di vista tecnico. Forse, l’unica mancanza che si può trovare non riguarda propriamente la pellicola, ma quello che la precede: è un peccato che non si possano più vedere gli altrettanto rinomati cortometraggi dello studio prima dei loro film principali, e speriamo in un loro ritorno nel futuro dello studio.
Il comparto sonoro è anch’esso impeccabile. Giacchino è una garanzia nel mondo del cinema: le sue musiche rimangono memorabili, e soprattutto calzano alla perfezione con il tono grandioso del film. Anche le scene più sentimentali sono condite dal perfetto accompagnamento musicale, e anche sotto quel punto di vista, è davvero difficile trovare qualcosa di cui lamentarsi. Per quanto riguarda il doppiaggio italiano, le rese vocali dei personaggi principali sono buone. In particolare, le performance di Alberto Malanchino (Buzz) e Ludovico Tersigni (Sox) risultano ottime. Alberto non cade nello scimmiottamento del vecchio Buzz, e anzi dà una dimensione sua al personaggio, separandolo nettamente dal passato, nel modo migliore. Anche Ludovico risulta perfettamente a suo agio nel ruolo, regalandoci forse le risate migliori di tutta la pellicola. Un’ottima spalla comica, che lascia interessati a vedere quali altri lavori il giovanissimo attore potrà portare su schermo.
Le nostre conclusioni su Lightyear
In conclusione, Lightyear è un ottimo film di fantascienza, con un impeccabile comparto grafico e sonoro. È davvero difficile trovare anche solo un singolo problema sotto il punto di vista puramente tecnico. La storia è interessante, anche se non impeccabile, e potrebbe non essere per tutti. Sicuramente rimane perfettamente godibile, ma rimane sicuramente lontano dai picchi dello studio d’animazione. Ottimo anche il comparto vocale, le voci dei protagonisti calzano, e gli attori danno delle ottime performance. Qualche incertezza per le voci secondarie, che in alcuni casi possono risultare leggermente insicure o forzate, ma nulla di troppo pesante. Tutto sommato, un ottimo film, anche se non tra i migliori dello studio. Lightyear arriverà nelle sale italiane il 15 giugno 2022. Potete continuare a seguirci tramite il nostro canale Telegram, aggiornato con tutti gli articoli del sito. Potete anche unirvi al nostro gruppo Facebook aperto di recente ed entrare nella community di Kaleidoverse. Oppure, potete seguire i nostri altri social, su Instagram e Youtube.
Lightyear è un ottimo film. Lontano dalle enormi vette della Pixar, come anche Toy Story, ma sicuramente godibilissimo come film di fantascienza. La storia presenta ottimi spunti e una buona scrittura, e il comparto tecnico, sia di animazioni quanto di musica, rimane impeccabile e godibilissimo, come tutti gli ultimi lavori dello studio californiano. Decisamente consigliato, a vecchi e nuovi fan.