Mi serve il momento J.Lo. J.Lo Hip-Hop, Funk, Latina… J.Lo Momma. La J.Lo “colpiscimi tanto non cado” o quella “considerami spacciata ma tanto non vado da nessuna parte”. La J.Lo “sono ancora in piedi”.
Nella giornata del 14 giugno 2022 è uscito su Netflix il documentario Jennifer Lopez: Halftime. Il docu-film dura un’ora e mezzo e mostra un vero e proprio excursus sulla carriera della superstar di origini portoricane. Ballerina, attrice, cantante, nominata ai Grammy Awards e ai Golden Globes… Jennifer Lopez è una delle star più riconosciute del pianeta e si barcamena tra una florida carriera, stereotipi, pregiudizi e la famiglia. In questo documentario parla senza filtri di ciò che ha affrontato per arrivare dove è. Jennifer parla della carriera, certo, ma anche della vita che aveva prima di essere “qualcuno”. Della sua famiglia, del Bronx. Insomma, della vita di Jenny from the Block, una ragazza che non credeva di poter cantare bene come le sorelle e non voleva studiare perché da grande voleva fare la ballerina. Noi di Kaleidoverse abbiamo visto il docu-film e condividiamo con voi i nostri pensieri.
Una star latina a Hollywood
Tutt’ora non voglio focalizzarmi su come sono state le mie relazioni. Ma sull’impatto che hanno avuto su di me e sul viaggio che ho intrapreso. Ho dovuto imparare che la chiave non era concentrarsi sulle altre persone, ma su me stessa. E non cercare qualcuno che ti dia una casa, ma costruirla da sola.
Il mondo dello spettacolo è un mondo duro già di per se per le donne. Se in più sei una donna di origini portoricane che comincia la sua carriera negli anni ’90, la situazione non è di certo delle migliori. J.Lo non lo nasconde. Quando cominciò la sua carriera da ballerina nessuno credeva in lei, soprattutto quando cominciò a interessarsi della recitazione. Dopo il suo breakout role nel film Selena, Jennifer Lopez cominciò a essere famosa ad Hollywood (d’altronde fu candidata al Golden Globe), ma all’epoca l’ideale di donna era caucasica, magra, alta e bionda, mentre lei era piccolina, scura e dalle forme latino americane, ben lontane dallo standard hollywoodiano.
Eppure J.Lo non si è scoraggiata ed è andata avanti. Anzi, per la verità, ha aumentato il proprio carico di lavoro e si è buttata anche sulla carriera musicale. Per anni aveva creduto di non essere in grado di cantare ma ha voluto dimostrare di esserne, invece, capace. In questo documentario Jennifer Lopez si mostra per la persona che è, una donna ambiziosa, inarrestabile e ben consapevole di cosa vuole. Per arrivare dove è, tuttavia, ha dovuto aspettare molto e mettersi in gioco sempre. Il suo essere una donna per di più di origini latinoamericane e con diverse relazioni amorose non rosee alle spalle l’ha resa bersaglio di molti tabloid per anni. Eppure J.Lo non si è mai arresa. In Jennifer Lopez: Halftime, la vediamo impegnata a organizzare lo show del Super Bowl al fianco di Shakira e nemmeno per un istante la neo cinquantenne si demoralizza o pensa di non farcela.
Le controversie politiche
Non è un mistero che le celebrità spesso si astengano da fare commenti politici, spesso a causa del molto probabile backlash che può scaturire da opinioni molto di parte. La stessa Taylor Swift aveva parlato della questione nel documentario, sempre Netflix, Miss Americana. Come Taylor, anche Jennifer si espone più del solito in questo documentario e lo fa parlando delle ingiustizie che gli immigrati sudamericani affrontano quando entrano negli Stati Uniti. J.Lo è nata e cresciuta a New York ma i suoi genitori sono di Portorico e la star è orgogliosa e felice di mostrare le sue origini. Il documentario e il Super Bowl si sono svolti un paio di anni fa, per questo motivo Jennifer parla apertamente dell’ex presidente Trump e delle sue idee razziste, specialmente nei confronti del Messico, e di come ha cercato di fare la sua parte per denunciare la cosa.
Per la prima volta nella sua lunga carriera, Jennifer Lopez si espone senza paura e tiene la testa alta anche quando le viene negato di mostrare durante lo show del Super Bowl simboli e denunce contro il maltrattamento degli immigrati. J.Lo dimostra di come si possa alzare la voce, con gentilezza e senza mancare di rispetto, ma con grande fermezza per aiutare chi più ne ha bisogno. Lo dimostra con le lacrime agli occhi, facendo capire allo spettatore quanto la situazione la distrugga ma, dall’altra parte, la fortifichi e la sproni a migliorare le cose.
Le nostre conclusioni su Jennifer Lopez: Halftime
Essendo un’artista ho perso chi ero e ho cercato di costruire una vita perfetta, una vita familiare. E quando i miei figli avevano 3 anni ho divorziato. Ero una mamma single con due bambini piccoli. A 42 anni non mi venivano offerti ruoli cinematografici. Stavo tornando nel mondo del lavoro ed era come se non sapessi più quale fosse il mio valore. Facevo American Idol. Era il primo grande lavoro dopo aver avuto i miei figli. Mi servì in quel periodo. La gente riusciva a vedermi per chi ero, e quello cambiò tutto.
Jennifer Lopez: Halftime è un’ode alla femminilità, ad avere una propria voce, a non stare in silenzio e a seguire i propri sogni. Il documentario scorre velocemente tra flashback della carriera dell’artista e nuove sfida che sta affrontando, tra i figli, la famiglia e il suo impegno nel sociale. Ovviamente è un documentario su di lei, quindi non potrebbe mai mostrarla sotto una luce negativa, ma Jennifer Lopez si mostra al naturale, senza filtri e dimostra di essere non solo un’invidiabile performer, ma anche una donna molto intelligente.
J.Lo risulta umile, gentile, forte e inarrestabile. Ormai è una donna matura, non solo perché ha raggiunto i cinquant’anni (che porta elegantemente), ma soprattutto perché è determinata a migliorare se stessa e ciò che ha intorno. Il suo percorso è tutt’altro che finito ma anzi, si potrebbe dire, che è appena cominciato. Siamo nella nuova era di Jennifer Lopez e, da quanto possiamo vedere, sta già risplendendo di mille luci. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie dal mondo del cinema, degli anime, dei manga, dei videogiochi e molto altro, unitevi al nostro canale Telegram e continuate a seguirci sul sito Kaleidoverse.
Non è semplice dare una valutazione a un docu-film del genere. Non possiamo parlare di cinematografia o di scelte registiche più di tanto, ma sicuramente possiamo dire che, grazie a questa ora e mezza, è possibile conoscere meglio la vita di J.Lo. Se vi aspettate solo balletti e scene di canto o di set cinematografici, vi sbagliate di grosso. Jennifer Lopez si mostra spesso senza filtri e in situazioni anche non facili da affrontare (nella vita familiare e in quella lavorativa). Nel documentario la si vede organizzare lo show al Super Bowl insieme a Shakira, la si vede impegnarsi nel sociale, nelle battaglie contro il razzismo nei confronti delle persone sudamericane. La si vede prendere posizione, prendere decisioni e vivere i suoi 50 anni con maturità ma anche senza stancarsi mai. Jennifer Lopez si dimostra una forza della natura senza se e senza ma. Sa cosa vuole e cerca con tutte le sue forze di ottenerlo. E se non riesce? J.Lo è comunque sempre costantemente grata di ciò che ha raggiunto. Le delusioni capitano a tutti ma per lei le cose più importanti rimangono la famiglia e il contatto coi suoi fan, anche loro parte integrante di questa pellicola, oltre che della sua vita.