L’espressione inglese “coming out”, diventata oggi di uso comune, indica solitamente la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o l’identità di genere. A differenza dell’outing, che indica l’esposizione da parte di terzi senza il consenso dell’interessato, l’atto di fare coming out è considerato tanto privato quanto politico, più che un avvenimento unico viene vissuto come un processo generalmente mai concluso che si verifica in modi diversi e in ambiti diversi. Il primo coming out però non si scorda mai, e il cinema e la serialità ci hanno regalato negli anni diversi esempi di ciò che può essere, sia in senso positivo che in negativo; tra tutti il colosso dello streaming Netflix ha fatto della diversità e della rappresentazione uno dei suoi cavalli di battaglia, portando in scena nei suoi prodotti alcune tra le scene di coming out più memorabili di sempre.
Sex Education: Adam
Sex Education è uno dei prodotti di punta di Netflix, prodotto britannico distribuito dal 2019 attualmente alla sua terza stagione, e il primo di cui parliamo in questa lista di coming out. La serie parla di Otis, figlio di una sessuologa di fama nazionale che decide di aprire una clinica di terapia sessuale nel suo liceo insieme all’amica Maeve. Adam è uno dei personaggi principali dello show, interpretato da Connor Swindells, e il suo percorso parte come quello del tipico bullo della scuola, se non fosse che le vessazioni indirizzate a Eric, il migliore amico di Otis, celano in realtà una forte attrazione nei suoi confronti.
Le aspettative del padre e dell’ambiente che lo circonda provocano una rottura interna ad Adam che si ritrova a dover far convivere due aspetti della sua vita apparentemente inconciliabili. Durante la seconda stagione lo vediamo aprirsi proprio con Eric con cui instaura una relazione. “Sono bisessuale” lo sentiamo confessargli in un toccante momento di condivisione fra i due. Nel corso della serie Adam riesce a redimersi, diventando ad oggi uno dei personaggi più amati dello show.
Skam Italia: Martino
Skam Italia è una serie nostrana prodotta da Cross Production che fa parte del franchise norvegese Skam. L’opera è stata distribuita a partire dal 2018 ed è stata diretta e sceneggiata da Ludovico Bessegato, già produttore creativo in prodotti come Rocco Schiavone e Il Cacciatore. Lo show, inizialmente pensato per TIMvision e in seguito acquistata da Netflix, segue le vicende di alcuni studenti di un liceo romano focalizzando l’attenzione su un protagonista diverso per ogni stagione.
La seconda infatti parla di Martino, interpretato da Federico Cesari, e della sua relazione con l’enigmatico Niccolò a cui presta il volto Rocco Fasano che abbiamo già visto in Non mi uccidere di Adrea De Sica. Martino, durante una partita a Fifa con l’amico Giovanni (Ludovico Tersigni) decide di aprirsi con lui e gli racconta della sua relazione con Niccolò. La scena è delicata e spontanea, la relazione di Giovanni è quella che chiunque desidererebbe ricevere dal proprio migliore amico: una battuta, due chiacchiere e si torna a giocare.
Stranger Things: Robin
Introdotta nella terza stagione di Stranger Things, prodotto che non ha certo bisogno di introduzioni, Robin viene presentata come la collega di Steve (Joe Keerly) alla gelateria Scoops Ahoy. Viene interpretata da Maya Hawke, figlia dei celeberrimi Uma Thurman e Ethan Hawke, e da subito ha riscosso un grande successo tra i fan della serie sui misteri di Hawkins. Ex compagna di scuola di Steve, Robin si apre con lui mentre i due si nascondono nel bagno del centro commerciale in cui lavorano.
Gli spiega che quando aveva detto di averlo notato in classe non era perché era attratta da lui, ma perché il ragazzo attirava senza alcuno sforzo le attenzioni della ragazza per cui Robin aveva una cotta. Un dialogo genuino fra due amici in una situazione straordinaria, quella delle battaglie con il sottosopra, che riesce ad arrivare al pubblico facendolo affezionare ancora di più ai due personaggi e ai loro percorsi. Per ora la serie ci ha abituati bene in quanto a rappresentazione queer e speriamo, senza fare spoiler, che nella seconda parte della quarta stagione il trend rimanga lo stesso.
Glee: Kurt
In quanto a tematiche LGBTQ+ si può dire che Glee ha fatto storia, quindi non poteva non essere incluso tra i migliori coming out di Netflix; la serie statunitense, trasmessa dal 2009 al 2015, ha sempre cercato di puntare sulla diversificazione delle storie raccontate tra un brano musicale e l’altro rendendo lo show di Ryan Murphy una delle pietre miliari nella formazione di tantissimi millennials che all’epoca frequentavano i corridoi scolastici proprio come i protagonisti della serie.
I personaggi queer erano tanti e ben sviluppati, come il romantico Blaine, l’iconica Unique e le meravigliose Brittany e Santana (Naya ci manchi!). Il primo coming out, e anche il più memorabile, è quello di Kurt Hummel, interpretato da Chris Colfer. La sua è una dichiarazione potente, è la rivendicazione del proprio posto nel mondo da parte di un ragazzo non conforme ai canoni classici di mascolinità, percepito dagli altri come debole, che però punta i piedi e dice “io posso fare tutto” un momento prima di dichiararsi al padre.
Sense8: Lito
Sense8 è uno show pubblicato da Netflix, scritto e diretto dalle sorelle Wachowski, le stesse menti dietro la saga di Matrix. La serie parla di otto sconosciuti sparsi per il mondo che sviluppano improvvisamente una connessione psichica e sensoriale fra di loro. Mentre cercano di scoprire il significato delle loro percezioni extrasensoriali iniziano ad interagire a distanza cercando di capire da dove provengano queste capacità e di salvarsi la pelle messa a repentaglio dal cattivo di turno.
La serie venne cancellata da Netflix all’inizio di giugno del 2017 ma, in seguito a proteste e petizioni da parte dei fan, alla fine dello stesso mese la piattaforma si arrese alle richieste degli abbonati annunciando la produzione di un film per chiudere e vicende della cerchia. Tra i personaggi troviamo Lito, un attore messicano che fa parte del gruppo. Lito è gay ed ha una relazione con Hernando che deve tenere nascosta a causa della mentalità machista che permea il suo ambiente di lavoro.
Purtroppo i due diventano vittime di revenge porn quando un loro video intimo viene reso pubblico da un rivale invidioso. Nonostante la paura però, grazie anche al supporto degli altri sette individui della cerchia, l’attore decide di rispondere all’odio con la gioia presenziando al Pride di San Paolo (uno dei più grandi al mondo) e dichiarando ai microfoni il proprio amore per Hernando.
L’intero cast della serie partecipò a quella parata, infatti le riprese di quella puntata non sono ricostruite in studio o in computer grafica ma sono scene reali, rendendo la puntata del Pride di San Paolo una delle più memorabili dello show. Quali altre scene di coming out di Netflix e non solo vi hanno colpito? Scrivetecelo nei commenti all’articolo e non dimenticatevi di seguirci sul nostro canale Telegram, mentre per rimanere aggiornati su tutto ciò che riguarda il cinema, i videogiochi e non solo continuate a tenere d’occhio Kaleidoverse!