Come tutti gli anni si avvicina il periodo dei costumi da bagno e degli ombrelloni ma giugno, oltre a essere il mese che da il via alla stagione estiva, è anche il mese dedicato alle istanze LGBTQ+. L’onda Pride, che raccoglie le manifestazioni promosse dalle associazioni e dal movimento queer italiano, torna nel 2022 a riempire le strade di bandiere arcobaleno. Partendo sabato 4 con i Pride di Cremona e Monza, l’onda si protrarrà fino a fine settembre, culminando il giorno 24 con la manifestazione che si terrà fra le strade di Aosta.
Per celebrare il mese del pride la redazione di Kaleidoverse ha deciso di accompagnarvi con un contenuto a settimana a tematica LGBT tra consigli, approfondimenti e curiosità. Per iniziare con il piede giusto vi consigliamo cinque prodotti audiovisivi, uno per ogni settimana del mese, da recuperare per prepararvi al meglio alla parata della vostra città (qui potete trovare la lista di tutte le tappe dell’onda Pride).
Settimana 1: Flee
Iniziamo le celebrazioni con Flee, pellicola documentaristica in animazione uscita al cinema lo scorso 10 marzo. Il Film, prodotto in Danimarca, è diretto da Jonas Poher Rasmussen, scritto grazie a un lavoro a quattro mani tra il regista e il protagonista della storia di cui non ci è dato sapere il nome reale al fine di proteggere la sua identità. Amin, questo il nome fittizio che usa nella pellicola, ha 36 anni e vive in Danimarca, ed è un affermato docente universitario, in procinto di sposarsi con il suo compagno.
Poco prima delle nozze il passato torna a fargli visita facendogli ripercorrere gli anni della gioventù quando dall’Afghanistan arrivò in Europa dopo un lungo viaggio intrapreso per la sopravvivenza sua e della sua famiglia. L’emigrazione raccontata in Flee è questione di vita o di morte, e laddove vengono ricostruite le tappe del viaggio il racconto ci presenta sequenze animate che si alternano a vere immagini di repertorio senza però scadere mai nella pornografia del dolore.
L’animazione nel documentario viene utilizzata per nascondere l’identità del protagonista ma possiamo sentire per tutta la durata del film proprio la sua voce, non filtrata dall’interpretazione di un attore, che ci racconta le vicende legate al viaggio di Amin. Ci accompagna infatti in un racconto di dolore, lontanissimo dalle comode realtà a cui siamo abituati, diventando però una celebrazione della vita, della forza e dell’umanità.
Flee ha ricevuto due candidature agli Oscar 2022, sia per miglior documentario che per miglior film d’animazione, non riuscendo però a portare a casa neanche una statuetta (purtroppo). Anche la distribuzione ha lasciato a desiderare, diventando difficile da trovare in sala anche a pochi giorni dall’uscita, diventa quindi compito nostro parlare dell’opera e darle un po’ della notorietà che un prodotto del genere si merita.
Settimana 2: Heartstopper
Cambiamo totalmente tono rispetto al prodotto consigliato per la prima settimana e lanciamoci verso la seconda con un prodotto di cui abbiamo già parlato dato il successo riscontrato, ovvero Heartstopper, serie distribuita da Netflix a tinte romanticamente teen (a questo link potete recuperare la nostra recensione), decisamente più leggera e spensierata rispetto al documentario trattato poco più su.
Tratta dalla graphic novel dell’autrice britannica Alice Oseman, la serie presenta un taglio registico e una messa in scena che ricorda molto le tavole di un fumetto, omaggiando di fatto sia il genere Boys Love sia i più zuccherosi Shoujo manga, con integrazioni in tecnica mista che si manifestano in cornici fumettistiche e petali, fulmini e cuori animati che vanno a sottolineare, proprio come nelle pagine di uno Shounen-ai, le emozioni dei protagonisti.
La serie, già confermata per altre due stagioni, segue le vicende di Charlie e del suo gruppo di amici, tutti intenti a gestire i trambusti causati dall’amore in età liceale. Niente di nuovo fino a questo punto, siamo infatti abituati a racconti del genere, se non fosse che tutte le storie narrate fanno parte dell’esperienza queer, prima fra tutte quella del protagonista e del suo interesse amoroso, il rugbista Nick.
Un prodotto indirizzato al pubblico principalmente queer (ma non solo) raccontato con questa gentilezza è una perla più unica che rara, usa infatti gli espedienti classici dei teen drama ma li declina in un contesto totalmente arcobaleno con un tono decisamente più romantico e delicato, contrapponendosi alla narrazione del dolore che troppo spesso accompagna le storie lgbt nei film e nelle serie tv. Questi sono i motivi per cui abbiamo deciso di proporvi questa serie e vi consigliamo di recuperarla (se non l’avete già fatto) e di lasciarvi coccolare dalle tinte pastello di questo fumetto in live action.
Settimana 3: Moonlight
Arrivato in sala nel 2016, Moonlight è la trasposizione cinematografica di un’opera teatrale scritta e diretta per il grande schermo da Barry Jenkins (Dear White People, Se la strada potesse parlare). Subito acclamata dalla critica la pellicola riscosse immediatamente un grande successo aggiudicandosi fra gli altri premi l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, quello per miglior attore non protagonista (per la stupenda interpretazione di Mahershala Ali) e infine per miglior film.
Il racconto segue tre fasi della vita di Chiron, un ragazzo afroamericano di Liberty City, dividendo la narrazione in tre capitoli dove il protagonista viene interpretato da tre attori diversi in periodi della vita differenti: l’infanzia (Alex Hibbert), l’adolescenza (Ashton Sanders) e l’età adulta (Trevant Rhodes che abbiamo già visto in prodotti come Westworld e Bird Box).I film che raccontano l’esperienza queer di persone afrodiscendenti a oggi sono pochissimi e Moonlight si riesce a distinguere non solo per le tematiche trattate ma anche per il modo in cui vengono elaborate, in una poesia visiva, intima e di grande impatto che affronta il dolore di petto, affondando le radici della narrazione nel realismo più crudo, ma lasciando proprio nel finale la speranza dell’amore e la scoperta di un posto sicuro che sappia di casa.
Settimana 4: Carol
Lungometraggio del 2015 diretto da Todd Hayes, Carol è un adattamento cinematografico del romanzo del 1952 “The Price of Salt” di Patricia Highsmith (scrittrice anche de Il talento di Mr Ripley), sceneggiato per la sala da Phyllis Nagy. Il film parla di Therese, interpretata da Rooney Mara (Lei, Nightmare Alley), una ragazza che fa la commessa in un negozio di giocattoli all’interno di un centro commerciale della scintillante New York di metà anni ’50.
Il rapporto con il fidanzato Richard è privo di emozioni e la protagonista sembra averlo accettato per inerzia, più per convenzione piuttosto che per vero amore. La sua vita infatti procede monotona quando un giorno a lavoro incontra una donna bionda e magnetica, avvolta da una pelliccia: l’affascinante e matura Carol, interpretata dalla divina Cate Blanchett (Il Signore degli Anelli, Thor: Ragnarok, Nightmare Alley).
Accidentalmente, o forse no, la donna lascia i propri guanti al bancone e Therese decide di mandarli al suo indirizzo, che Carol le aveva lasciato per la spedizione di un regalo di Natale. Grata per il gesto, la donna la invita a pranzo e tra le due nasce rapidamente un’attrazione magnetica e un’alleanza indissolubile. La pellicola ha gareggiato in concorso per la palma d’oro al Festival di Cannes 2015 dove Rooney Mara ha vinto il premio come miglior attrice.
Settimana 5: La Terra di Dio
Johnny, un giovane allevatore di pecore che vive nello Yorkshire, ha lasciato la vita da studente e un lavoro sicuro in città per gestire la fattoria di famiglia dopo che il padre ha iniziato ad avere problemi di salute. Ma Johnny conduce una vita piena di sacrifici e insoddisfazioni, una condizione di sofferenza che lo porta a consumarsi in rapporti occasionali e nell’abuso di alcolici.
Con l’avvicinarsi della stagione dell’agnellatura il padre decide di assumere Georghe, un ragazzo di origini rumene che aiuterà Johnny e il padre con il lavoro in fattoria come supporto stagionale. In prima istanza il protagonista non vede di buon occhio il nuovo arrivato ma ben presto Georghe si dimostra un valido aiuto e fra i due nasce un forte legame che porterà all’amore e che segnerà una svolta nella vita di Johnny.
Quello che si è presentato come un aiuto stagionale infatti diventerà una sorta di mentore dei sentimenti per il protagonista, insegnandogli a esprimere quella tenerezza, celata a causa dell’asprezza della vita, proprio attraverso la cura per gli animali che popolano la fattoria di famiglia. La terra di dio infatti è un film che parla della scoperta della tenerezza e della legittimazione della stessa, aspetto a cui Johnny sembrava aver rinunciato.
Nel cast troviamo Josh O’Connor, già visto nei panni del principe Carlo in The Crown, e Gemma Jones che ricordiamo tutti per aver interpretato l’iconica Madama Chips nella saga cinematografica di Harry Potter. E voi quali prodotti a tematica LGBTQ+ ci consigliate? Lasciate i suggerimenti nei commenti all’articolo e fateci sapere a quale tappa dell’onda Pride parteciperete, non dimenticatevi inoltre di seguirci anche sul nostro canale telegram e di continuare a seguirci su Kaleidoverse per rimanere sempre aggiornati su tutte le novità dal mondo del cinema, dei videogiochi e non solo.