Negli ultimi anni la Hallyu – la cosidetta Onda Coreana – è arrivata anche in Italia, e ad oggi sono sempre più i contenuti provenienti dalla Corea del Sud che approdano nelle varie piattaforme di streaming, portando varietà e intrattenimento. Ma ciò che giunge dalla Corea in Italia non si è fermato solo ai film e serie tv: l’Onda è infatti arrivata a portarci un documentario, una perla per gli interessati ai casi di cronaca. Cyber Hell: Indagine su un Inferno Virtuale è uscito il 18 maggio su Netflix e oggi noi di Kaleidoverse siamo qui per parlarvene. Dimenticatevi il classico documentario, perché questo lungometraggio del regista Choi Jin-Seong ci racconta un caso agghiacciante, mescolando elementi filmici tipici del cinema con i reportagi reali della vicenda, lasciandovi un difficile macigno da digerire.
Questo documentario ci riporta le vicende del caso delle NTH rooms che sconvolse la Corea del Sud tra il 2019 e il 2020. Dati e foto personali di varie vittime, tutte donne (tra cui minorenni) venivano usate come mezzo di ricatto: così godgod e Baksa, due dei principali imputati, costringevano le vittime a entrare in gruppi Telegram – le NTH rooms, appunto – ed eseguire vari “ordini”, umiliandole davanti agli occhi di tutti i partecipanti, i quali erano anche disposti a pagare in criptovalute per vedere di più. Tutti i raccapricianti eventi ci vengono narrati sotto forma di indagine, raccontando più nei dettagli il processo di ricerca dei criminali, dove “nella caccia per fermare chi la gestisce ci vogliono coraggio e tenacia“. Un’accortezza messa in atto dal regista per proteggere le vittime è stata quella di cambiare i messaggi, nomi e luoghi specifici della vicenda e ricostruire le loro foto e video.
Percepito come un film, ma reale
Come anticipato all’inizio, Cyber Hell non è un semplice documentario, non segue la scia dei pià famosi documentari True Crime sensazionalistici come quelli basati su storie vere di serial killer. Infatti, sebbene lo scopo principale di raccontare un fatto vero (come ogni documentario che si rispetti) ci sia, non c’è spazio per la spettaccolarizzazione della vittima. L’enfasi è sul processo di indagine, e il regista ha voluto presentarcelo ricostruendolo come un film, dove seguiremo passo per passo il caso grazie ai punti di vista di tutti i soggetti coinvoli: task force di giornalisti, hacker, testimoni, vittime sotto copertura, reporter d’inchista di emittenti televisve. Riproduzioni fittizzie dell’indagine si alternano a filmati reali e all’inquadratura documentaristica che vede il soggetto parlare del caso, componendo così il quadro completo con un ritmo incalzante e frenetico.
Insomma, è un documentario, sai che sono fatti veri, ma lo guardi con la stessa scorrevolezza di un film. Non bisogna però pensare che ci siano manipolazioni, perché non c’è niente di fittizzio riguardo ai fatti del caso. Un approccio non fastidioso, sopratutto quando si è consapevoli di star guardando un fatto reale. Forse è anche la consapevolezza della realtà che rende tutto ancora più suggestivo, e infatti non lo consigliamo ai più sensibili. Nonostante alcune scene siano ricostruire non c’è manipolazione, gli avvenimenti vengono raccontati così per come sono, senza filtri o veli spettacolaristici. Il focus non è sul lato emotivo degli imputati, il regista non vuole raccontarci quali siano stati i motivi che hanno li hanno spinti a compiere le loro azioni, non c’è spazio per “giustificare”. Ma il lato emotivo c’è, le animazioni che vengono mostrate tra una scena e l’altra fanno da metafora allo stato delle vittime, così tutto finisce per entrare dentro come un macigno difficile da digerire.
Le nostre conclusioni su Cyber Hell: Indagine su un Inferno Virtuale
Cyber Hell è un documentario riprodotto e riostruito come fosse un vero e proprio film, e grazie a questa particolarità, esso riesce a essere interessante e raccontare un vero caso di cronaca anche a chi “si annoia” del format documentaristico. Il prodotto è molto ben fatto, curato in ogni dettaglio, a partire dalla sceneggiatura fino al comparto musicale. Noi lo consigliamo per questi motivi, ma anche perché è un documentario attuale, che racconta di situazioni che sono accadute in Corea del Sud ma che possono accadere – ed effettivamente purtroppo accadono – in qualsiasi parte del mondo. È la testimonianza di orrende vicende che sono frutto di una mente criminale malata e vanitosa. Cyber Hell ci ricorda i rischi del mondo virtuale, un luogo che non è meno pericoloso di quello reale e che può lasciare cicatrici profonde. Noi come sempre vi invitiamo a continuare a seguirci tramite il nostro sito Kaleidoverse e i nostri canali social Telegram, Instagram e YouTube, per non perdervi nessuna novità sul mondo del cinema, serie TV, games e molto altro.
Cyber Hell: Indagine su un Inferno Virtuale è un documentario che usa la narrazione tipica dei film polizieschi per ricostruire il processo di indagine di un'agghiacciante caso di crimine sul web, rendendo il lungometraggio scorrevole da vedere ma non per questo facile da digerire.