Vi è mai capitato di cominciare a guardare una serie tv o un film e di avere un fastidiosissimo e persistente brutto presentimento su quello che capiterà? Se anche voi avete questo sesto senso per le trame tragiche, questo è il k-drama per voi. Seolganghwa: Snowdrop è un drama coreano diretto da Jo Hyun-tak e trasmesso dall’emittente televisiva sudcoreana JTBC dal 18 dicembre 2021 al 30 gennaio 2022. Jisoo del gruppo k-pop BLACKPINK e Jung Hae-in (Something in the rain) sono rispettivamente Eun Yeong-ro, una studentessa universitaria di vent’anni, e Lim Soo-ho, un ventisettenne misterioso. Adattata dagli appunti di un uomo evaso da un campo di prigionia nella Corea del Nord, la serie è ambientata sullo sfondo del Movimento per la democrazia del 1987 in Corea del Sud.
Snowdrop tiene lo spettatore col fiato sospeso dall’inizio alla fine. I due protagonisti riusciranno a stare insieme? O le loro differenze saranno troppo grandi perché possano rimanere uniti? Gli altri personaggi che ruolo avranno nella trama? Sarà possibile fidarsi di tutti quanti? I 16 episodi della serie faranno il loro esordio in Italia sulla piattaforma Disney+ il 9 marzo 2022; il suo rilascio era inizialmente previsto per l’estate di quest’anno, ma i fan hanno insistito per poterla vedere anticipatamente. Per questo motivo l’opera sarà disponibile per ora solo sottotitolata, mentre per il doppiaggio italiano si dovrà aspettare questa estate.
Snowdrop, la delicatezza dei k-drama
Si sa, mostrare le interazioni uomo-donna avviene in modo molto diverso nei prodotti orientali e in quelli occidentali. Gli scambi e le effusioni presenti in Snowdrop, così come in molte pellicole orientali, sono ridotti al minimo all’insegna di momenti teneri mai troppo sensuali. Si potrebbe quasi dire che gli attimi romantici o di tensione che vi sono tra i protagonisti sono molto più simili alle scene tipiche dei film della vecchia Hollywood, e addirittura molte sequenze tra Yeong-ro e Soo-ho ricordano le interazioni tra i personaggi di romanzi dell’Ottocento.
Non vi saranno quindi mai baci appassionati pieni di pathos, ma più sfioramenti di dita alla Orgoglio e Pregiudizio di Joe Wright (2005). Gli scambi di sguardi tra i due e i rari contatti fisici che hanno non sono speciali solo per i personaggi ma anche per il pubblico, che non vede l’ora che i due stiano finalmente insieme. La delicatezza di Snowdrop non è data però solo dalla dolcezza dei protagonisti, ma anche dall’accompagnamento sonoro: le canzoni “If you’re with me“, “Wishes“, “Looks like a real thing” e “Friend“, sigla iniziale, accompagnano gli episodi insieme a melodie che si uniscono perfettamente a ogni scena della serie.
Si comincia per i protagonisti, si finisce per tutti gli altri
Tutti i personaggi di questa serie tv sono ben calibrati, difatti ognuno di loro ha un motivo per essere dove è e per comportarsi in un certo modo. I protagonisti sono belli e interessanti, ma più gli episodi proseguono più lo spettatore continua la visione per vedere cosa accadrà a ognuno. Vi sono Yeong-ro e Soo-ho, certo, ma ci sono anche l’ispettore di polizia Lee Gang-mu e la sua collega Jang Han-na. Inoltre, vi sono le amiche di Yeong-ro, la direttrice del dormitorio Pi Seung-hee e tutti i politici e le loro mogli che, inizialmente, sembrano far parte di un arco narrativo separato.
La serie, infatti, utilizza diversi livelli narrativi. Non è il primo prodotto audiovisivo a usare un escamotage simile: tra i prodotti più recenti che hanno utilizzato diversi livelli di narrazione vi sono la rinomata serie Stranger Things e il film Dunkirk di Christopher Nolan. In tutti questi casi viene utilizzato un metodo narrativo molto funzionale, in cui i personaggi sono inizialmente separati in diversi gruppi e sembrano seguire linee narrative completamente differenti; queste, eventualmente, si incrociano e intersecano finché non si uniscono tutte alla fine dell’opera. Anche in Snowdrop è stato utilizzato questo espediente narrativo e, sebbene ci voglia del tempo per comprendere il fine e la posizione di ogni personaggio all’interno della grande scacchiera che è la serie, il quadro finale è cristallino.
Le controversie
Dal rilascio della serie Snowdrop in Corea, non sono mancate le critiche e conseguenti polemiche riguardanti la natura dello show. La serie si svolge infatti durante il movimento democratico di giugno (June Democratic Movement) avvenuto tra il 10 e il 29 giugno del 1987. In breve, i tentativi di creare una democrazia in Corea sono cominciati nel 1948; nel 1979 venne ristabilito un regime dittatoriale, al quale seguirono anni di proteste, soprattutto da parte di studenti. Nel 1980 morirono 288 studenti a Gwangju mentre protestavano, mentre sette anni dopo vennero torturati e uccisi altri due studenti, Park Jong-Chul e Lee Han-yeol. Durante le tre settimane che seguirono questi avvenimenti, nel giugno del 1987, scesero per le strade di 37 città della Corea del Sud un milione di persone per protestare. Solo da quel momento la democrazia diventò un’opzione possibile nella Corea del Sud.
La trama di Snowdrop si svolge esattamente in quel periodo, e non mancano infatti le scene che ritraggono rivolte studentesche o politici che cercano di creare accordi tra Nord e Sud per loro tornaconto. Diversi studiosi, quindi, si sono sentiti in dovere di far sentire la propria voce, in quanto la serie non rispetta accuratamente la storia coreana. La lettera per Luke Kang, presidente della divisione Pacifico-Asiatica della Disney, scritta dagli studiosi non ha richiesto comunque la rimozione o censura della serie. Gli studiosi coreani e coreani americani hanno principalmente chiesto più attenzione per i contenuti storici all’interno di prodotti commerciali, e di conseguenza hanno suggerito la possibilità di assumere esperti di storia coreana per i prodotti futuri, come riportato in questo estratto.
“Mentre comprendiamo l’argomentazione secondo cui lo storytelling ha il diritto di esplorare narrazioni creative, quella difesa può anche sembrare effimera quando una produzione utilizza numerosi dettagli specifici che fanno riferimento a persone reali e incidenti della storia recente. I dettagli storici contenuti nella serie, in tandem con la sua pubblicazione su una piattaforma di vasta portata, hanno sollevato abbastanza preoccupazioni che abbiamo deciso di inserire in questa lettera chiedendo un’attenta considerazione durante la distribuzione dello show a livello globale.”
Le nostre conclusioni su Snowdrop
Snowdrop è una serie che funziona. Gli attori sono tutti convincenti e la storia fila, più lentamente in alcuni punti che in altri, ma tutti i livelli di narrazione presenti sono interessanti. Lo spettatore attende con trepidazione che tutti i personaggi si incontrino, o si scontrino, per poter capire cosa succederà. La serie tuttavia pecca di lunghezza: ogni episodio varia dai 75 minuti ai 100 minuti, ovvero quasi il doppio rispetto agli episodi standard degli show attuali. Per questo motivo le sedici puntate vengono percepite dallo spettatore come molte più di quelle che sono in realtà. Tuttavia, la trama di Snowdrop è un viaggio che comincia con un’interazione romantica tra i protagonisti e continua con plot twist e avvenimenti inaspettati.
I protagonisti sono carismatici e hanno una forte intesa. Pur non avendo molte interazioni tra loro lo spettatore non fatica minimamente a credere alla sincerità dei loro sentimenti. Complici una colonna sonora sorprendentemente dolce e atmosfere delicate, questo k-drama del 2021 è pronto a prendere i cuori dell’audience, distruggerli brutalmente e rimetterli insieme in un finale dolce-amaro che sembrerebbe quasi citare il rinomato La La Land di Damien Chazelle. Per rimanere aggiornati su notizie sul mondo del cinema e molto altro vi invitiamo a iscrivervi al nostro canale Telegram e a seguirci su Kaleidoverse.
Seolganghwa: Snowdrop non è sicuramente una serie con temi innovativi, ma è un k-drama godibile e pieno di plot twist spesso inaspettati. I personaggi sono molteplici ma tutti ben caratterizzati, tanto che risulta facile allo spettatore affezionarsi anche ai personaggi secondari e non solo a Yeong-ro e Soo-ho. Gli amanti sfortunati, o star-crossed lovers come li definirebbe Shakespeare, hanno un'intesa talmente forte che vale la pena guardare questi 16 episodi anche solo per vedere Jisoo e Jung Hae-in guardarsi negli occhi o tenersi per mano.