Il Far West, le terre di cowboy e banditi; di rapine alla diligenza e giustizia dettata dalla pistola. A questo fantastico mix manca proprio un po’ di occulto che Kingdom of the Dead cordialmente ci porta. Sviluppato da Dirigo Games, il gioco si presenta come un Doom-Like vecchio stampo, con visuale in prima persona, orde di nemici e armi per seminare distruzione. Riesce nell’impresa di essere un “gioco di una volta? Scopriamolo in questa recensione.
Nel Far West regna la legge della… spada
Kingdom of the Dead si apre con una breve narrazione che ci racconta di una guerra che ormai sussiste da secoli; una guerra tra il regno dei vivi e quello dei morti. A combattere questa guerra c’è un bureau di agenti specialmente qualificati che affronta le orde di demoni, i quali varcano i portali che li portano sulla terra per seminare distruzione. Prenderemo controllo di un agente senza nome che insieme a una spada magica parlante si dovrà occupare di chiudere dei portali che permettono il passaggio ai demoni. Il gioco di per sé non ha molto altro al livello narrativo, se non alcune interazioni tra il protagonista e la spada parlante che possono risultare comiche e alleggerire il tono dell’opera, ma oltre a ciò non viene spiegato né il come né il perché sia iniziata questa guerra, come sia arrivata in nostro possesso quella spada o il perché i demoni vogliano conquistare la terra. Un peccato che non sia stato espansa la narrazione in quanto il pretesto è assai interessante.
Preso controllo del protagonista, la prima cosa può colpire l’occhio di Kingdom of the Dead è sicuramente la grafica fuori dal comune. Il gioco si presenta con uno stile che ricorda i disegni a carboncino sui libri del vecchio West, con neri e grigi molto profondi con tratti grezzi e sbavature qua e là che danno la sensazione di un disegno. Seppur talvolta questo stile renda difficile individuare alcuni oggetti e nemici, è sicuramente molto caratteristico e adatto per il tono dell’opera. Esplorando più a fondo il nostro ufficio, luogo dove scegliere la missione, potremo anche trovare un grammofono che ci permetterà di ascoltare o cambiare musica di background tra più di 20 musiche diverse. Tuttavia, su questo fronte il gioco è estremamente carente. Le musiche, seppur siano fatte totalmente con sintetizzatori con sprazzi di 8-Bit, sono assolutamente inadatte all’atmosfera generale e talvolta sembrano anche fuori luogo. Oltre a ciò, l’audio è estremamente alto anche ai settaggi più bassi, costringendo a regolare l’audio dal mixer del computer per evitare di perdere l’udito.
Portare una spada a una sparatoria
Avviata una missione, ci ritroveremo a seguire un breve spezzone introduttivo a cavallo dove il protagonista e la spada dialogano sulla situazione corrente. Conclusa questa breve scena prenderemo attuale controllo e potremo iniziare a esplorare le mappe e iniziare a mietere demoni di vario genere. Avremo a che fare molto spesso con ghoul che ci attaccheranno corpo a corpo, ma non mancherà avere a che fare con cultisti, beholder, giganti e altro ancora, e in questo senso il gioco ha una soddisfacente quantità di avversari. Per quanto riguarda le armi, avremo a disposizione un piccolo ma sufficiente arsenale di armi che dovremo procurarci sempre sul luogo della missione. Ogni livello inizierà con solo la nostra fidata spada chiacchierona e un revolver, che da soli risultano più che sufficienti per superare le sfide, tuttavia le restanti armi trovabili aiutano a fare la differenza in situazioni più spinose. Avremo a disposizione, doppiette, fucili di precisioni, gatling gun, lanciarazzi ed esplosivi per difenderci dalle orde di mostri che ci attaccheranno. Ogni arma ha anche un fuoco secondario che non fa esattamente molta differenza dal fuoco primario, ma che in certe situazioni può risultare utile. In generale, sparare in Kingdom of the Dead ha un buon feel con molto sangue spalmato sui muri e arti recisi dagli avversari.
Le missioni di Kingdom of the Dead possono essere approcciate come meglio si preferisce. Si può fare una lenta esplorazione della mappa e godersi l’estetica e gli avversari da battere, oppure si può intraprendere un estremo speedrun dei livelli per raggiungere il prima possibile il boss. In questo senso ho preferito di gran lunga fare la modalità veloce dei livelli che nella loro complessità richiedono una buona abilità di movimento e di platforming per essere completati, anche perché l’atmosfera horror del gioco viene persa molto rapidamente per fare spazio a uno shooter in prima persona con toni dark. Il gioco allo stato attuale soffre di qualche problema che rovina la generale esperienza di gioco: più volte durante un livello possono occorrere dei freeze di gioco per dei caricamenti di background; una volta ci si può anche sorvolare, ma quando ciò accade più volte in tutti i livelli allora comincia a risultare un tedio. Oltretutto, in alcuni punti, le mappe di gioco sono “forate” nelle texture e quindi mostrando il background del livello in luoghi dove non si dovrebbe.
Le nostre conclusioni su Kingdom of the Dead
Kingdom of the Dead vuole permettere ai giocatori di avere un esperienza vecchio stampo, come se si rigiocasse Doom del 1993, e intanto immergere il giocatore in un atmosfera gothic-western; e c’è da dire che riesce in entrambi gli ambiti, con un gameplay dinamico e divertente e uno stile unico e molto caratteristico. Tuttavia, il gioco è tenuto a freno dai gravi problemi tecnici: i freeze e alle volte gamebreaking bug che costringono a ripetere livelli da capo. Le musiche per quanto possano essere tante non sono adatte all’atmosfera e al gameplay e risultano più un fastidio che un piacere. Possiamo solo sperare in migliorie e bugfix nei giorni a venire. Seguiteci su Kaleidoverse per tante altre news, anteprime e recensioni e tenetevi sempre aggiornati con i nostri canali Telegram e Youtube per tutte le ultime notizie dal mondo del cinema, dei videogiochi e serie tv.
Kingdom of the Dead è uno shooter in prima persona con pochissime pretese. vuole dare la sensazione di essere come i giochi dei primi anni 80' rinnovandosi con uno stile grafico unico e con una grande rigiocabilità per migliorare i tempi e le prestazioni tra i livelli. Tuttavia è ancora in uno stato abbastanza povero, con alcuni bug che possono rovinare l'esperienza, freeze occasionali e un audio decisamente non adatto all'atmosfera con una generale mancanza di horror come descritto dalle etichette di steam. Adatto agli amanti delle speedrun e dei Doom-Like.