Avete presente il film Prova a Prendermi? Nella pellicola di Steven Spielberg, Leonardo DiCaprio veste i panni di Frank Abigale Jr., un giovane ragazzo che negli anni ’60 riesce a diventare schifosamente ricco e viaggiare per tutto il mondo emettendo assegni nulli e creando false identità. Nonostante la storia sia ispirata a delle vicende reali l’atmosfera comica e lontana dai nostri tempi ci trasporta in un mondo fittizio e irreale; cosa succederebbe però se un uomo facesse una cosa simile al giorno d’oggi, fingendo di essere un milionario truffando delle donne per ottenere centinaia di migliaia di euro? Il nuovo documentario Netflix intitolato Il Truffatore di Tinder, in uscita nella piattaforma il 3 febbraio, parla proprio di questo, raccontando la tanto incredibile quanto raccapricciante truffa di Simon Leviev.
Il principe dei diamanti o il truffatore di Tinder?
Felicity Morris, regista del documentario, ha scelto di narrare i fatti direttamente dal punto di vista delle vittime principali dell’uomo, ovvero Cecilie e Pernilia. Entrambe, durante una sessione di swiping su Tinder, si sono imbattute nel profilo di Simon Leviev, il quale si presenta come un principe azzurro: giovane, bello, e soprattutto ricco; facendo una ricerca del suo nome su Google la prima cosa che appare su di lui è la sua posizione sociale, ovvero un milionario a capo di un’azienda di diamanti ereditata dal padre. È impossibile non essere attratti dal ragazzo, e dopo aver fatto swipe a destra e aver ottenuto un match, le due ragazze iniziano immediatamente a messaggiare con Simon, ottenendo un appuntamento in un hotel lussuoso.
Cecilie è subito affascinata da Simon, che la invita il giorno stesso a prendere un jet privato con lei per recarsi a Sofia, dove passeranno una notte insieme; tutto sembra un sogno per la ragazza, che non può che essere ammaliata dal fascino del giovane milionario e con cui presto inizierà una relazione. D’altra parte, Pernilia, dopo il primo appuntamento in un bar ad Amsterdam, instaura un legame di amicizia con Simon, che la porta con sé in svariati viaggi e le fa godere di tutti i lussi della sua vita: mezzi di trasporto, cibo, feste private, alcool e tanto divertimento. Il ragazzo si mostra fin da subito disponibile e aperto, raccontando di come il suo mestiere lo faccia viaggiare continuamente e metta a rischio la sua salute, dato che dei nemici d’affari cercano costantemente di togliergli la vita; così facendo è impossibile non preoccuparsi per lui, che all’apparenza è vulnerabile e oppresso dalle responsabilità.
Fermo, respira e continua
Per noi spettatori che dal titolo abbiamo intuito il ragazzo sia un truffatore è facile giudicare le vittime e definirle imprudenti: chi prenderebbe un aereo senza alcun preavviso con un completo sconosciuto? Se però proviamo a metterci nei panni delle donne, chi non sarebbe affascinato dal cosiddetto principe dei diamanti? Una parola dolce sempre pronta, continui regali e fiori recapitati direttamente a casa, attenzioni costanti e promesse di amore eterno; per quanto possa sembrare una favola, una volta dentro è difficile credere sia tutto una menzogna, e quando Simon inizia a chiedere soldi alle ragazze dicendo di non poter usare le sue carte di credito perché viene controllato dai nemici, è impossibile non fidarsi e prestargli del denaro. D’altronde è un milionario, no?
Non stiamo però parlando di dieci, cento o mille euro, ma di cifre in continuo aumento che devono sostenere una vita di spese lussuose e folli. Arrivando ad aprire ben nove mutui pur di aiutare il fidanzato, Cecilie si trova sull’astrico, e quando vede che con il passare dei giorni e delle settimane nemmeno un centesimo le viene tornato indietro, inizia a insospettirsi sull’identità del suo principe. Non vi diremo il processo che la ragazza ha attraversato per arrivare alla verità per non rovinarvi la visione, ma vi garantiamo che, essendo consapevoli di star guardando una storia vera, avrete il fiato sospeso per tutta la durata de Il Truffatore di Tinder. Se da un lato la truffa messa in atto da Simon è raccapricciante, dall’altro non possiamo che pensare che il piano sia geniale e messo a punto in ogni minimo dettaglio.
Il ragno e la sua ragnatela
Quello che per le donne inizia come un gioco sull’app di incontri, magari in un momento di noia, si trasforma in una spirale da cui è impossibile uscire e dove chiedere aiuto è praticamente inutile. Il Truffatore di Tinder mette in evidenza come il social media possa essere pericoloso, e ben più di un semplice catfish dove la persona non rispecchia la foto profilo; non basta dire “bisogna stare attenti” o “non bisogna fidarsi di nessuno”, perché quando una persona riesce a costruire un intero universo falso chiunque entrerebbe nella sua ragnatela. Come fare quindi per uccidere questo enorme ragno succhiasangue? Con il metodo più potente al giorno d’oggi: l’informazione. Ed è proprio questo l’obiettivo del documentario Netflix, diffondere la storia più possibile e fare in modo che tutto il mondo possa conoscere la faccia di Simon Leviev.
Per questo Il Truffatore di Tinder viene narrato senza filtri, ricostruendo i fatti in modo accurato e mostrando chat, foto, video e file audio inviati dal ragazzo. Le vittime ci mettono davvero la faccia, mostrandosi nella loro vulnerabilità e coscienza di aver commesso un grande sbaglio, ma senza avere una bacchetta magica per poter tornare indietro nel tempo e cancellare i propri errori. Stiamo parlando della vita reale, e purtroppo non è come una favola dove la principessa ottiene il “vissero per sempre felici e contenti” uccidendo la strega; ottenere giustizia è difficile, e catturare un uomo dalla falsa identità lo è ancora di più. Il documentario Netflix riesce in tutto e per tutto nel suo intento, catturando lo spettatore fin dai primi minuti di narrazione e lasciando alla fine della visione un senso di profonda empatia verso le donne presentate.
Le nostre conclusioni su Il Truffatore di Tinder
In conclusione, non vi dimenticherete facilmente della storia raccontata ne Il Truffatore di Tinder, e sicuramente dal momento in cui lo vedrete il vostro modo di guardare Tinder e, più in generale, le piattaforme di incontri sarà diverso. Non potrete far altro che pensare a Cecilie, Pernilia e tutte le altre donne che sono cadute nella trappola di Simon, consentendogli di proseguire nelle sue menzogne e sostentare una vita da milionario all’insegna del lusso. Date le tematiche trattate, non ce la sentiamo di dare un voto a questa recensione, ma non possiamo far altro che invitarvi a guardare il documentario su Netflix dal 3 febbraio in poi; infine, vi invitiamo a iscrivervi al nostro canale Telegram e a seguirci su Kaleidoverse se questo articolo vi è interessato, e vi lasciamo con una citazione che secondo noi è più che adatta al tema.
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.”