È uscita venerdì 28 Gennaio su Netflix la serie La donna nella casa di fronte alla ragazza della finestra, che fornisce l’occasione per farsi due risate mentre si avverte come la sensazione di giocare a Cluedo. L’opera è una mini-serie di 8 puntate da circa 25 – 30 minuti l’una, ognuna delle quali ha un finale che lascia sospeso il respiro del pubblico. Il genere è interessante e attraente: un thriller dove serpeggiano mistero e al contempo umorismo nero, ma forse qualcosa stona. Lasciare che sia una sola protagonista a portare avanti l’intera trama e l’intero mistero è troppo pretenzioso. Forse la mini-serie è anche troppo lunga per la storia che narra e per come lo fa, ma andiamo più a fondo della questione in questa recensione senza spoiler.
La trama di La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra
Già dal titolo sentiamo echeggiare nelle nostre menti un richiamo di hitchcockiana memoria: quei gialli che inscenano situazioni che lasciano lo spettatore senza fiato, in cui le immagini si susseguono velocemente e a ritmo sostenuto, incalzante. Sarà Anna (Kristen Bell) a condurci per tutta la mini-serie attraverso le sue visioni e sensazioni, a limite del credibile. Per tutte le puntate infatti ci chiediamo fino a che limite si possa spingere un essere umano, fino a che punto i confini che separano realtà e immaginazione siano netti oppure si confondano e fino a che punto gli occhi vedano ciò che la mente vuole mostrare.
“I mostri esistono e non sono sotto al letto.”
Depressa, alcolizzata, imbottita di farmaci che mixati all’alcool le causano allucinazioni, ma pur sempre truccata in modo impeccabile, Anna ha subito un evento davvero drammatico circa 3 anni prima dall’inizio della trama. Questo accadimento l’ha scossa in modo profondo e non è più riuscita a superare quel trauma, per questo ha paura della pioggia e sviene ogni volta che inizia a piovere. Sappiamo che la protagonista è un’artista, una bravissima pittrice di fiori, che però ha abbandonato la sua attività in seguito a questo evento.
Un giorno osserva dalla finestra l’arrivo di un nuovo vicino, Neil (Tom Riley), del quale subito si invaghirà. Lui insieme a sua figlia infatti, rappresenta tutto ciò che Anna non ha, ma che vorrebbe con tutto il cuore: una famiglia unita.Come però ogni thriller ci insegna, dietro alla facciata di perfezione si nasconde sempre un qualcosa di più grande. La prima cosa è che l’uomo ha una compagna, Lisa (Shelley Henning), una hostess bella ma insopportabile. E una notte, dopo un bicchiere di vino, Anna assiste alla morte di Lisa, sgozzata a sangue freddo. Vedrà accasciarsi “la donna nella casa di fronte“, ma nessuno le crederà: sono tutti certi che la protagonista abbia una fervida immaginazione e si faccia coinvolgere dalle allucinazioni che il mix di farmaci e vino le causano.
Tra aspettative, realtà e disillusione
Se quindi il titolo di La donna nella casa di fronte alla ragazza della finestra vi riporta a un immaginario hitchcockiano, dovrete presto ricredervi. Il ritmo della narrazione infatti segue proprio la vita di Anna che, detto tra noi, non possiamo definire proprio movimentata. È come se Anna, ogni giorno, vivesse la stessa giornata: apre una bottiglia di vino rosso, getta il tappo in un vaso di vetro dove conserva ogni tappo (suscitando ilarità e tristezza nello stesso tempo), versa l’intera bottiglia in un calice e si siede sulla sua poltrona. È quello il suo “studio”, da dove osserva tutta la vita che avviene fuori di casa sua. Non sappiamo bene come faccia a vivere, non fa altro che bere durante il giorno, immagina il suo passato e il suo futuro, incontra i suoi vicini, guarda la casa di fronte e parla con Buell (Cameron Britton), il tutto fare. Anche quest’ultimo rappresenta un personaggio particolare, la linea comica se vogliamo, ma allo stesso tempo grottesca. Verremo a sapere che ha un passato oscuro, cosa che ci farà dubitare di lui e immaginarlo come l’assassino. Mentre vediamo queste 8 puntate però ci chiediamo dove vuole arrivare questa mini-serie.
Buell lavora presso la casa di Anna da diversi anni, deve aggiustare la cassetta della posta. È stato assunto per questo, come ci dice anche l’ex marito della protagonista, e infatti lo vediamo trafficare incessantemente per aggiustarla. Eppure è sempre rotta, e lui rimane lì ad osservarla e a cercare di ripararla, apparentemente senza successo. Capiamo che ci sono scene volutamente satiriche, ironiche che vogliono farsi beffe di quei tanti thriller e drammi psicologici che intasano grande e piccolo schermo. Come quando ogni personaggio cita in maniera quasi spasmodica questa fantomatica casseruola, ripiena di pollo al forno, che Anna non fa altro che portare in ogni casa dove si palesa a cercare informazioni. Ogni volta questa casseruola per un qualche motivo si rompe, si disintegra, eppure la vediamo tornare in altre scene esattamente identica, la stessa casseruola, ripiena dello stesso pollo.
Le nostre conclusioni su La donna nella casa di fronte alla ragazza della finestra
Insomma, apprezziamo l’impegno, ma fino a che punto La donna nella casa di fronte alla ragazza della finestra riesce nel suo intento? In alcuni casi sembra quasi di star vedendo una serie sulle dipendenze, sul disagio psicologico di una persona che vive un trauma e insomma ci può anche stare, ma è pur sempre un thriller. Può starci anche l’ironia grottesca che si spinge al limite del credibile e di scene quasi disturbanti, ma non è questo il caso. La serie ci prova, ma personalmente non sapevo se ridere della reiterazione delle battute e di alcuni gesti o se esserne quasi disturbata. Già dal titolo sembra voglia prendersi gioco dei thriller psicologici: un titolo lungo e complesso, quasi difficile da capire e ripetere. I dialoghi stessi, come i personaggi, sono abbastanza superficiali, monotoni sebbene in un giallo debba esserci un minimo di introspezione che permetta allo spettatore di cogliere gli indizi e seguire un tracciato, un percorso che gli facciano risolvere l’enigma.
D’altra parte forse questo consente allo spettatore di rimanere sorpreso dal finale, inaspettato anche se un po’ forzato. Coglie infatti di sorpresa, è grottesco e fa sorridere, ma senza spoilerarvi nulla, vi confesso che a tratti ho pensato quasi di vivere un déjà-vu e di vedere L’Esorcista del ’73 di Friedkin. Se non volete perdervi news, approfondimenti e leggere recensioni sulle ultime uscite di Cinema e Serie Tv, seguite il Canale Telegram, il canale YouTube e il sito Kaleidoverse.it e sarete aggiornati sul mondo della Settima Arte.
Un thriller condensato in una miniserie firmata Netflix. Sono 8 puntate da 25-30 minuti circa e "La donna nella casa di fronte alla ragazza con la finestra" tenta un'azione abbastanza pretenziosa. Cerca di farsi beffe dei thriller psicologici mixando diversi elementi tipici del genere. Sebbene apprezziamo il tentativo, tra risate, suspense ed elementi grotteschi e macabri, non sappiamo fino a che punto la Serie riesca nel suo intento. Sicuramente d'effetto il finale che lascia interdetti e strappa un sorriso anche se a tratti si percepisce quasi di vivere un déjà-vu. Insomma la mini-serie è un thriller o solo una parodia del genere? Noi diamo un 6 per il tentativo, forse non proprio riuscito, ma leggete la recensione per saperne di più.