Torna la serie medical crime ambientata a Londra, precisamente nel quartiere di Temple e nei sotterranei dismessi della metro. Qui il Dott. Daniel Milton (Mark Strong) gestisce una clinica illegale, un vero e proprio bunker, dove vengono curate persone che non possono recarsi in ospedale per ricevere le cure medice per loro necessarie. Nella seconda stagione il Dott. Milton continuerà la sua attività illegale, ma con qualche novità. C’è infatti un ritorno inaspettato, anche se non troppo, e delle novità che lo faranno interrogare, non solo sulla sua attività lavorativa, ma piuttosto riguardo alla sua vita ie personalità n generale.
Nell’ultima puntata della prima stagione abbiamo lasciato i nostri protagonisti e il nostro gruppo di medici criminali con alcuni punti in sospeso. Beth ha ricevuto il trapianto di rene che le salverà la vita, come capiamo dall’ultima scena della prima stagione. Questa infatti si chiude con un’ultima inquadratura, una zoommata sul primo piano di Beth che vediamo riaprire gli occhi sul letto di ospedale (o meglio del bunker), sul quale era sdraiata da tempo, circa 3 mesi ci dichiara il Dott. Milton. Sappiamo anche che la donna che il Dott. Milton “cura” si sveglia ed è affetta da una grave malattia, l’anemia emolitica, che in casi gravi comporta l’asportazione della milza. Ciò che però le verrà asportato non è solo quello che le salverà la vita, ma l’organo che salverà la vita a Beth nella seconda stagione, diventerà un tema scottante e importante.
Temple II: un inizio in media res
Se l’ultima puntata della prima stagione è ricca di azione, tutta spari, proiettili e sguardi che cercano di sciogliere gli enigmi lasciati in sospeso, la prima puntata della seconda stagione inizia subito prendendo di petto gli argomenti. Le prime puntate infatti ruotano intorno a questo ritorno inaspettato. Tutti sono a conoscenza della morte di Beth, affetta dalla malattia degenerativa di Lancaster e quando la vedono tornare, in piedi dritta sulle sue gambe, rimangono stupiti e increduli. Diciamo che se da un lato la sua “ricomparsa” stupisce, dall’altra non lo fa affatto poiché, come vi accennavo prima, la vediamo riaprire gli occhi nell’ultima puntata della prima stagione.
Se quindi le prime puntate si giocheranno parecchio su questa incredulità della vita-morte-resurrezione di Beth, che assume tratti ironici fino al grottesco, la stagione prosegue però con altri toni. C’è un’atmosfera familiare di riconciliazione che ci trasmette un sentimento del tipo “vogliamoci bene ora che siamo tutti qui”. Eppure ben presto torniamo con i piedi per terra. Tornano i criminali, tematiche e personaggi sordidi e operazioni illegali messe in pratica nei sotterranei dismessi della metro, dove non arriva la vita della superficie. Mi sento di dire che sembra esserci quasi un’alternanza di toni che si avvicendano per tutta la stagione, facendoci vedere i veri lati del carattere dei personaggi, anche se neanche nella seconda stagione assumono un grande spessore psicologico.
Novità o staticità?
Torna nella seconda stagione di Temple la tematica della ricerca scientifica che sottende al trapianto di rene in funzione della Lancaster con la figura di Anna, che continuerà imperterrita la sua sperimentazione con nuove collaborazioni, cercando di farsi riconoscere i suoi meriti per la stessa e tentando di richiamare pazienti nel bunker. Irrompe inoltre la tematica politica, personificata in Eve la figlia di Beth e Daniel, che si unisce con un’amica attivista per far valere le proprie opinioni e che tenterà di ottenere risposte dai genitori riguardo a ciò che per tempo le hanno tenuto nascosto. Nuovi personaggi inoltre faranno capolino in questa stagione, tipi forti e pericolosi. Anche Beth nella seconda stagione andrà alla ricerca della verità. Sebbene all’inizio sembri accontentarsi di essere “resuscitata”, intuirà ben presto che c’è qualcosa sotto, qualcosa del quale non è a conoscenza e che invece vuole conoscere.
Saranno Anna e Lee a far entrare nella serie una tematica necessaria, quella della sincerità e dell’onestà, sicuramente sconosciuta al Dott. Milton che pur di ottenere ciò che vuole è disposto, come nella prima così nella seconda stagione, a passare sopra a tutto, alla vita delle persone, al loro corpo e alla loro dignità in quanto individui. Appare infatti molto sottile in queste puntate, il confine tra il fare qualcosa perché è giusto e farlo perché c’è un tornaconto personale, tra l’essere onesti o arrivisti. Il nostro protagonista dovrà infatti fare i conti con se stesso e con le scelte che fa preso e che ha portato avanti nella prima stagione della serie: i nodi e le verità vengono a galla sempre, volenti o nolenti. Insomma c’è qualche novità e una certa alternanza di ritmi nella seconda stagione di Temple, che ci tiene lì a guardare le scene una dopo l’altra.
Le nostre conclusioni sulla seconda stagione di Temple
In queste 7 puntate della seconda stagione tutto sommato ci sono delle scene che colpiscono e che carpiscono l’attenzione dello spettatore. Per gli affezionati della prima stagione inoltre, verranno sciolti enigmi e verità lasciate in sospeso. Ma quanto di ciò è inaspettato e quanto ci lascia stupiti o sconvolti? Il ritmo infatti nonostante questi colpi di scena, appare abbastanza statico e i personaggi non vengono indagati più di tanto neanche in questa stagione. Lo stesso Mark Strong, che siamo abituati infatti a vedere impersonare ruoli da duro, qui rimane un personaggio un po’ vago, nonostante sia il protagonista.
Quasi tutti i fotogrammi che si susseguono risultano a tratti scontati e con un ritmo ripetitivo. Ci chiediamo infatti perché ad esempio, i personaggi aspettino così tanto per fare una determinata azione, oppure perché casualmente una combinazione irreale di eventi, risolva una situazione complicata e compromessa. Sembra che i personaggi aspettino che sia il caso a risolvere la situazione e lascino appunto al fato lo scioglimento del problema. Tutto sommato è stato piacevole vedere queste puntate, anche se mi aspettavo qualcosina in più a partire ad esempio, come ho detto e ripetuto, una introspezione maggiore dei personaggi, che ormai infatti conosciamo e ci sono familiari dopo la prima stagione e che ora quindi forse, volevamo conoscere di più. Se insomma non vuoi perderti news, recensioni o semplicemente rimanere aggiornato sul mondo del cinema e ancora non l’hai fatto, seguici sul canale Telegram o sul sito ufficiale di Kaleidoverse !
Azione, nuovi personaggi e nuovi criminali da salvare, vite e famiglie riunite. Tutto bello sì, ma gli enigmi irrisolti tornano a galla e le verità verranno ricercate con forza da chi inaspettatamente si ritrova di nuovo nel mondo vivo e quotidiano. Volenti o nolenti i nodi si sciolgono e la verità viene sempre a galla! Gradita un pò più di introspezione dei personaggi, che appaiono piatti e impersonali. Il tutto un pò scontato e fatalistico!
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